Svizzera

Negato lo statuto S a 286 ucraini

La Confederazione conferma la linea dura sui rimpatri dall'Ucraina occidentale, anche per famiglie con minori.

Negato lo statuto S a 286 ucraini
(Deposit)
8 novembre 2026
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(fonte: Sda)
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BERNA - La Svizzera ha negato lo statuto di protezione S a 286 persone provenienti dall'Ucraina occidentale nell'arco di undici mesi. Tra queste figurano 123 minorenni con i loro accompagnatori. Nonostante i recenti attacchi russi, la Confederazione mantiene la sua politica di rimpatrio.

Nello stesso periodo, tra novembre 2025 e settembre 2026, la Svizzera ha concesso lo statuto di protezione S a 6599 profughi ucraini. Lo ha confermato domenica la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) a Keystone-SDA, in relazione a un articolo della «NZZ am Sonntag».

Nessuno dei 286 ucraini occidentali a cui è stata negata la protezione ha successivamente presentato domanda d'asilo. Solo in due casi la SEM ha ritenuto impossibile procedere all'allontanamento per motivi medici, disponendo un'ammissione provvisoria.

Rimpatrio nonostante gli attacchi russi
La SEM continua a considerare ragionevole il rimpatrio in sette regioni dell'Ucraina occidentale. Secondo l'autorità, si trovano lontano dalla linea del fronte e sono sotto controllo ucraino. Inoltre, nonostante i ripetuti attacchi, i servizi essenziali continuano a funzionare. A metà ottobre, tuttavia, sei persone sono morte in seguito a bombardamenti russi.

«Singoli attacchi russi, anche se provocano vittime civili o danni materiali ingenti, non portano automaticamente a considerare il rimpatrio in una regione colpita come irragionevole», ha sottolineato la SEM. A essere determinante è una valutazione complessiva della violenza e delle condizioni umanitarie. L'autorità non applica quindi soglie rigide basate sul numero di vittime o sulla frequenza degli attacchi.

Una volta conclusa la procedura di allontanamento, la SEM non dispone più di informazioni su dove si trovino le persone interessate né sulle loro condizioni di salute. Le autorità federali non sanno quindi dove si rechino dopo aver lasciato la Svizzera.


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