SVIZZERA

«Il fumo va dove vuole»: ora si chiede il divieto totale nelle stazioni

Un pendolare argoviese lancia una petizione per eliminare definitivamente il fumo dalle stazioni. Le FFS: «La grande maggioranza dei viaggiatori rispetta le regole».

«Il fumo va dove vuole»: ora si chiede il divieto totale nelle stazioni
(Ti-Press / Pablo Gianinazzi)
6 novembre 2026
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(fonte: Aargauer Zeitung)
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MUMPF - Le aree fumatori non bastano più. Almeno secondo un 46enne residente a Mumpf, nel Canton Argovia, che ha lanciato una petizione per chiedere il divieto totale di fumo nelle stazioni ferroviarie svizzere. L'obiettivo è eliminare l'esposizione al fumo passivo sui marciapiedi, anche nelle zone dove oggi è ancora consentito accendere una sigaretta.

«Per me è incomprensibile che una cosa del genere sia permessa», ha spiegato il promotore all'Aargauer Zeitung, riferendosi alla possibilità di fumare sui marciapiedi ferroviari. E a chi gli ricorda che esistono spazi appositamente delimitati risponde: «Da un lato non tutti rispettano le regole e, dall'altro, anche quando lo fanno, il fumo non rispetta i confini. Va dove lo porta il vento».

Una petizione sostenuta dalle organizzazioni sanitarie
La richiesta è stata pubblicata sulla piattaforma Change.org e ha ottenuto il sostegno della Lega polmonare, di Fibrosi Cistica Svizzera e della Società svizzera di pneumologia pediatrica. Il 46enne ha corredato il testo di riferimenti scientifici e documentazione sui rischi dell'esposizione al fumo passivo.

«Le evidenze scientifiche sono inequivocabili: il fumo passivo è dannoso per la salute ed è cancerogeno». Secondo l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), negli adulti l'esposizione al fumo altrui aumenta, tra le altre cose, il rischio di ictus, tumore ai polmoni e malattie coronariche.

Le regole attuali: niente sigarette fuori dalle zone autorizzate
In Svizzera il divieto di fumare sui treni è in vigore dal 2005. Dal 2019 le restrizioni sono state estese alle stazioni, dove è possibile fumare soltanto nelle aree appositamente contrassegnate. Sui marciapiedi, linee bianche e cartelli indicano i punti in cui è consentito accendere una sigaretta.

Il rispetto delle regole, tuttavia, non è sempre garantito. Interpellate dall'Aargauer Zeitung, le FFS spiegano di non disporre di statistiche sul numero di richiami rivolti ai viaggiatori che fumano fuori dalle zone autorizzate. Precisano però che la grande maggioranza degli utenti rispetta le disposizioni.

«Dove esistono delle regole, ci sono sempre anche persone che non le rispettano», osservano le FFS. L'azienda ferroviaria non può infliggere multe per queste infrazioni, ma può intervenire con ammonimenti o allontanamenti.

Il fumo passivo è diminuito, ma il rischio rimane
La petizione arriva in un momento in cui il consumo di tabacco è in calo. Secondo l'Indagine sulla salute in Svizzera, quasi un quarto della popolazione fuma, mentre circa un milione di persone consuma sigarette quotidianamente. La tendenza generale è però alla diminuzione.

Lo stesso vale per l'esposizione al fumo passivo. I dati del sistema svizzero di monitoraggio delle dipendenze e delle malattie non trasmissibili (MonAM) mostrano che nel 2022 il 4,1% dei non fumatori dai 15 anni in su era esposto al fumo altrui per almeno un'ora al giorno. Nel 2002 la percentuale raggiungeva il 26,5%.

Nel Canton Argovia, considerando l'intera popolazione, fumatori compresi, la quota di persone esposte al fumo passivo per almeno un'ora al giorno era del 6,7% nel 2022, in linea con la media nazionale. Vent'anni prima superava il 30%.

Per il 46enne, tuttavia, il miglioramento delle statistiche non giustifica il mantenimento delle attuali eccezioni. «Si tratta di un'esposizione dannosa che può essere evitata». E ricorda la sorpresa provata al suo arrivo in Svizzera dagli Stati Uniti: «Sono rimasto colpito dalla frequenza con cui, nella vita quotidiana, ero esposto al fumo passivo negli spazi pubblici».

Solo 80 firme, ma il promotore non si arrende

La strada verso stazioni completamente libere dal fumo appare comunque lunga. Al momento della pubblicazione dell'articolo, la petizione contava 117 firmatari.

Anche il sostegno popolare a un eventuale divieto è difficile da valutare. Un sondaggio dell'UFSP del 2022 indicava che circa il 40% degli interpellati era favorevole a vietare il fumo sui marciapiedi ferroviari. Nel 2025 la percentuale era scesa all'11,5%, ma alla seconda rilevazione aveva partecipato un numero sensibilmente inferiore di persone.

Il 46enne ritiene che la responsabilità non ricada soltanto sulle FFS, ma anche sulle autorità pubbliche. «È un problema reale che le istituzioni svizzere devono affrontare. Attualmente la Svizzera non riesce a proteggere sufficientemente la propria popolazione».

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