Crans-Montana, il padre di una ferita: dalla Svizzera «una specie di ammissione di colpa»
ITALIA / SVIZZERA

Crans-Montana, il padre di una ferita: dalla Svizzera «una specie di ammissione di colpa»

Lorenzo Rubino considera «un segnale positivo» la rinuncia elvetica a chiedere il rimborso delle spese mediche per gli italiani coinvolti

4 novembre 2026
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(fonte: Ansa)
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BIELLA - La rinuncia della Svizzera al rimborso delle spese mediche per i feriti italiani nell'incendio di Capodanno a Crans-Montana è «assolutamente una buona notizia» e potrebbe rappresentare «una specie di ammissione di colpa». A dirlo, interpellato dall'agenzia di stampa italiana Ansa, è Lorenzo Rubino, padre di Elsa, la quindicenne di Biella rimasta gravemente ferita nel rogo del Constellation, il locale in cui la notte di Capodanno si è consumata la tragedia.

Il governo elvetico ha deciso di rinunciare, a titolo eccezionale, al rimborso delle spese sostenute per curare i feriti italiani. Una scelta che il padre della ragazza legge come un segnale importante: «Nel senso che a me sembra anche una specie di ammissione di colpa per la Svizzera fare questo tipo di azione ammissiva», spiega.

Secondo Rubino la decisione potrebbe avere un peso anche sul piano delle trattative in corso con le autorità elvetiche dopo l'incendio, che ha provocato morti e feriti. «Secondo me ha un valore importante. Poi magari si ferma tutto lì. Ma, siccome siamo in trattativa, potrebbe essere un segnale positivo». Elsa era stata dimessa dall'ospedale Regina Margherita di Torino il 18 giugno scorso.

La soddisfazione di Regione Lombardia
La rinuncia del Governo svizzero a chiedere il rimborso delle spese sanitarie sostenute per i ragazzi italiani rimasti feriti nella tragedia di Crans-Montana viene accolta «con soddisfazione» dalla Regione Lombardia. «È una scelta di buonsenso e sensibilità, che va nella direzione da noi auspicata e ribadita con fermezza fin dall'inizio di questa vicenda», dichiarano il presidente Attilio Fontana e l'assessore al Welfare Guido Bertolaso, commentando la decisione comunicata dal presidente della Confederazione Guy Parmelin alla presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni.

Per i due esponenti lombardi, la vicenda non poteva essere ridotta a una pratica contabile. «Abbiamo sempre sostenuto che una tragedia di questa gravità non potesse essere affrontata attraverso una semplice questione di rimborsi e procedure amministrative - affermano Fontana e Bertolaso -. Prima ancora che economica, era ed è una questione di responsabilità e di rispetto nei confronti delle vittime e delle loro famiglie».

Il presidente e l'assessore leggono la scelta di Berna come un riconoscimento del carattere straordinario di quanto accaduto: «Prendiamo atto con favore che anche le autorità svizzere abbiano riconosciuto l'eccezionalità della situazione e il valore della solidarietà dimostrata dall'Italia».

Fontana e Bertolaso rivolgono infine un ringraziamento a Roma: «Ringraziamo il Governo italiano e la presidente Meloni per aver sostenuto con determinazione questa posizione, contribuendo a raggiungere una soluzione che restituisce centralità ai principi di solidarietà e collaborazione tra Paesi». E aggiungono: «Il nostro pensiero resta rivolto alle vittime, ai ragazzi feriti e alle loro famiglie, ai quali continueremo a garantire tutta la vicinanza e il sostegno possibili».

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