Per Scienceindustries, il risultato delle elezioni di midterm non cambierà la politica americana sui prezzi dei farmaci. Intanto cresce la concorrenza cinese.

WASHINGTON - Il rapporto tra l'industria chimica e farmaceutica svizzera e gli Stati Uniti rimane complicato, anche dopo la vittoria dei Democratici alle elezioni di metà mandato. A pesare sono soprattutto le pressioni per una riduzione dei prezzi dei medicinali, un obiettivo condiviso da entrambi i principali partiti americani. È quanto emerge da un'intervista rilasciata all'agenzia AWP da Stephan Mumenthaler, direttore dell'associazione di categoria Scienceindustries.
Secondo Mumenthaler, il risultato elettorale non dovrebbe avere conseguenze significative per il settore. Repubblicani e Democratici condividono infatti la volontà di abbassare i prezzi dei farmaci. Difficilmente cambierà anche la percezione americana secondo cui gli Stati Uniti sostengono una quota eccessiva dei costi legati alla ricerca e allo sviluppo farmaceutico. Il direttore di Scienceindustries intravede tuttavia la possibilità di un miglioramento del tono e dei metodi nei rapporti con Washington.
Eventuali cambiamenti potrebbero riguardare anche le basi giuridiche delle decisioni americane, considerando il frequente ricorso ai decreti da parte del presidente Donald Trump. Mumenthaler invita però a non aspettarsi svolte rapide: i processi legislativi richiedono tempo e il presidente può continuare a intervenire attraverso decreti. Il rischio principale per le aziende svizzere resta quindi l'incertezza politica e normativa, che può rallentare le decisioni di investimento e ostacolare la pianificazione industriale.
Ma le sfide per il settore non arrivano soltanto dagli Stati Uniti. Nello studio sulla competitività della Svizzera pubblicato da Scienceindustries, l'associazione richiama l'attenzione anche sulla crescente importanza della Cina come potenza farmaceutica. Pechino ha individuato nel settore un comparto strategico e sta investendo sistematicamente nello sviluppo di competenze e conoscenze. I progressi sono particolarmente evidenti negli ecosistemi di dati e nell'intelligenza artificiale, ambiti nei quali, secondo Mumenthaler, la Svizzera presenta ancora alcune debolezze.
La Cina, inoltre, non punta più soltanto sulla produzione di farmaci generici. Gli investimenti nella ricerca, nello sviluppo e negli studi clinici potrebbero consentirle di diventare un concorrente di primo piano anche nel mercato dei medicinali innovativi protetti da brevetto. A favorire questa evoluzione contribuisce la presenza di un vasto mercato interno, che rafforza ulteriormente le capacità dell'industria nazionale. Secondo Mumenthaler, in assenza di importanti battute d'arresto, la Cina è destinata a diventare uno degli attori centrali dell'industria farmaceutica innovativa mondiale.