Lite per la cucina sporca, poi la morte del coinquilino: «Non l’ho ucciso»
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Lite per la cucina sporca, poi la morte del coinquilino: «Non l’ho ucciso»

Il Ministero pubblico chiede per l’eritreo 15 anni di carcere e altrettanti di espulsione dal Paese.

4 novembre 2026
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(fonte: Sda)
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DIELSDORF - Un eritreo di 28 anni ha negato mercoledì davanti al Tribunale distrettuale di Dielsdorf di aver accoltellato a morte il suo coinquilino di 18 anni. Ha dichiarato che avevano litigato per la cucina sporca e per il piano dei turni, ma di non averlo ucciso.

«Il fornello e il tavolo della cucina erano sporchi», ha detto l’imputato. Il suo coinquilino evidentemente non aveva rispettato il piano dei turni. Per questo motivo aveva pulito tutto e modificato il piano: aveva scambiato le targhette con i nomi, così che il coinquilino dovesse a sua volta occuparsi dei suoi compiti.

Quando il suo connazionale è arrivato il 14 giugno 2025 nell’alloggio d’emergenza di Oberglatt, i due hanno subito iniziato a litigare. «Ho cercato di ignorarlo». Ma l’altro lo avrebbe aggredito. «Quando ho lasciato la cucina, però, era ancora vivo».

Il Ministero pubblico chiede per l’eritreo una pena detentiva di 15 anni. In seguito dovrebbe essere espulso dal Paese per 15 anni. Il Tribunale distrettuale di Dielsdorf comunicherà la sentenza venerdì.

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