SVIZZERA

Sempre meno bambini alle elementari, università verso il boom di iscrizioni

Le proiezioni della Confederazione fino al 2035: il calo delle nascite peserà sulle scuole primarie, mentre gli atenei accoglieranno il 21% di studenti in più.

Sempre meno bambini alle elementari, università verso il boom di iscrizioni
(TiPress)
12 ottobre 2026
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(fonte: Sda)
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SVIZZERA - Meno bambini sui banchi delle scuole elementari, ma sempre più studenti nelle università. È lo scenario che si prospetta in Svizzera entro il 2035, secondo le nuove proiezioni dell'Ufficio federale di statistica (UST), pubblicate lunedì. Le previsioni indicano un calo dell'8% degli allievi della scuola primaria dopo il picco atteso tra il 2027 e il 2028, mentre gli studenti universitari dovrebbero aumentare del 21% nei prossimi nove anni.

Il calo delle nascite si farà sentire nelle scuole.
Dopo anni di crescita sostenuta, il numero di alunni delle elementari è destinato a diminuire. La causa principale è la flessione delle nascite registrata a partire dal 2022. Secondo l'UST, la diminuzione degli iscritti inizierà a manifestarsi dal 2029 e proseguirà fino al 2035. Anche nelle scuole secondarie di primo grado è prevista un'inversione di tendenza, con un calo degli allievi a partire dal 2033.

La formazione postobbligatoria continuerà invece a crescere.
Per il livello secondario II, la Confederazione prevede un aumento del 10% degli studenti nella formazione professionale di base e del 12% nelle formazioni di cultura generale. Una crescita ancora più marcata è attesa nella formazione professionale superiore: gli iscritti alle scuole specializzate superiori dovrebbero aumentare del 17%, raggiungendo quota 41'300 entro il 2035.

Università verso quota 305mila studenti.
L'incremento più significativo riguarderà le scuole universitarie. Tra università, scuole universitarie professionali e scuole universitarie pedagogiche, il numero di studenti iscritti ai percorsi bachelor e master dovrebbe raggiungere quota 305'000 nel 2035. Si tratta di un aumento del 21% rispetto al 2026, trainato principalmente dalla crescita demografica e dall'arrivo di un maggior numero di studenti stranieri.

Più laureati, ma anche più difficoltà nel trovare lavoro.
La crescita della popolazione universitaria si inserisce tuttavia in un contesto occupazionale sempre più complesso per i giovani diplomati. Secondo l'indagine sui laureati universitari pubblicata dall'UST in agosto, la disoccupazione tra chi ha concluso gli studi universitari è aumentata sensibilmente tra il 2023 e il 2025. Fanno eccezione soltanto i diplomati delle scuole universitarie pedagogiche. L'UST invita comunque alla prudenza nell'interpretazione degli scenari: le proiezioni fino al 2035 restano soggette a incertezze, soprattutto per quanto riguarda l'evoluzione delle nascite e dell'immigrazione.

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