La giovane dovrà affrontare quattro mesi di carcere e risarcire le vittime dopo una serie di acquisti e spese personali illecite.

ZURIGO - Bastavano pochi secondi di distrazione. Una carta di credito lasciata incustodita, una foto scattata con il cellulare e poi gli acquisti online a spese della vittima. È questo lo schema seguito da una giovane tirocinante nel settore delle cure, che tra aprile 2025 e gennaio 2026 ha colpito in diverse strutture per anziani nel canton Zurigo.
Come riporta il Tages-Anzeiger, la donna - oggi 24enne - era già stata condannata in passato per reati contro il patrimonio. Nell’aprile 2025 aveva iniziato a lavorare in una casa anziani della città di Zurigo e aveva fotografato di nascosto le carte di credito di due colleghe. Con i dati ottenuti aveva poi iniziato a fare acquisti su internet.
Nei mesi successivi si era spostata in altre strutture, a Langnau am Albis e Uster, dove aveva ripetuto lo stesso sistema. Questa volta nel mirino erano finite le carte bancarie di alcune residenti. Complessivamente, le quattro vittime hanno subito un danno di circa 4’300 franchi.
La giovane aveva utilizzato le carte per fare acquisti da Apple, Zalando e Shein, spendendo oltre 800 franchi. Aveva inoltre ordinato cibo a domicilio per 23 volte, con singoli ordini arrivati fino a 50 franchi e, in alcune giornate, due consegne nello stesso giorno.
Tra le altre spese figurano un abbonamento mensile ZVV da 179 franchi, prodotti per capelli per 286 franchi, tre appuntamenti dal parrucchiere per oltre 600 franchi e diverse spese telefoniche. Un vero e proprio stile di vita finanziato con le carte altrui.
Il primo caso era emerso nella primavera del 2025 e aveva portato a una condanna a 40 giorni di carcere senza condizionale. La pena, però, non l’aveva fermata. Nel gennaio 2026, nella nuova struttura di Uster, aveva nuovamente utilizzato lo stesso sistema. Le indagini avevano inoltre permesso di scoprire che, già nel primo episodio a Zurigo, aveva colpito una seconda vittima.
La Procura ha quindi riunito i nuovi reati in un secondo decreto d’accusa, infliggendo alla giovane quattro mesi di carcere senza condizionale. Dovrà inoltre risarcire le vittime e pagare circa 2’000 franchi per i due procedimenti.
La condanna prevede anche il prelievo del profilo DNA, che resterà conservato fino al 2046. La giovane dovrà infine partecipare al programma «Do It», un percorso destinato agli autori di reati e pensato per aiutarli a confrontarsi con il proprio comportamento e ridurre il rischio di recidiva.