ITALIA / SVIZZERA

Frode sul gasolio: sequestrati orologi di lusso e fuoriserie

Al centro dell'operazione ci sarebbe un imprenditore di Pescara, formalmente residente in Svizzera

13 aprile 2026
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(fonte: Guardia Finanza Pescara)

PESCARA - Si chiama “Red Gold” l’operazione della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Pescara, coordinata dal procuratore capo di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato, che ha portato alla luce un articolato sistema di frode fiscale nel settore dei prodotti energetici.

Al centro dell’indagine un imprenditore marsicano, presunto ideatore della frode e formalmente residente in Svizzera, che commercializzava gasolio per riscaldamento — il cosiddetto “oro rosso” per la sua colorazione — anche a clienti pubblici a prezzi particolarmente competitivi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il vantaggio economico derivava dalla sottrazione di prodotto durante l’erogazione, resa possibile dalla manomissione dei dispositivi “contalitri” installati sugli automezzi aziendali, nonostante la presenza di regolare documentazione di accompagnamento.

I quantitativi sottratti alimentavano un circuito parallelo di vendita in nero presso distributori locali, dove il carburante veniva miscelato con gasolio per autotrazione regolarmente stoccato. Il sistema consentiva da un lato di occultare i proventi delle vendite, effettuate in contanti, e dall’altro di evadere le imposte su produzione e consumo degli oli minerali, sfruttando la differenza di aliquota tra gasolio da riscaldamento e quello per autotrazione.

L’operazione ha coinvolto 50 finanzieri, impegnati in perquisizioni domiciliari nei confronti dell'imprenditore («un "fantasma" per il Fisco italiano», scrivono i finanzieri) e delle aziende degli altri 14 indagati, tra le province di L’Aquila, Pescara, Milano e Roma. Alle attività hanno partecipato anche unità cinofile, con cani antidroga e “cash dog” e militari specializzati nell’individuazione di beni occultati.

Nel corso degli interventi sono stati sequestrati quattro veicoli di lusso — una Ferrari Roma, una Ferrari Purosangue, una Porsche Macan e un’Audi RS6 — per un valore complessivo di circa un milione di euro, oltre a orologi di pregio (Rolex, Audemars Piguet, Breguet), 41mila euro in contanti e quattro automezzi aziendali sui quali erano installati i misuratori ritenuti alterati.

I beni sequestrati rappresentano anche una garanzia, seppur parziale, per il recupero del debito fiscale dell’indagato principale, già quantificato in circa 10 milioni di euro.

Per i 15 indagati sono state ipotizzate, a vario titolo, le accuse di associazione per delinquere finalizzata alla sottrazione all’accertamento e al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici, frode nelle pubbliche forniture, ricettazione, omessa dichiarazione e autoriciclaggio.

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