«Timori per la sicurezza», OpenAi ferma l'ultimo modello
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«Timori per la sicurezza», OpenAi ferma l'ultimo modello

OpenAI sospende il lancio del suo nuovo modello Gpt-6.1 Astra dopo che test interni hanno evidenziato rischi di affidabilità e sicurezza, orientando la società verso un prodotto meno avanzato.

29 settembre 2026
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(fonte: Antonio Fatiguso, Ansa)
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WASHINGTON - Un nuovo doppio allarme di OpenAI e Anthropic, coppia di punta dell'intelligenza artificiale a stelle e strisce, scuote ancora il settore. Mentre Donald Trump ribadisce che «non possiamo soffocare» l'IA e presiede un pranzo alla Casa Bianca con i colossi del settore, OpenAI rinuncia al lancio del suo ultimo modello di nuova generazione a causa dei timori sulla sicurezza sollevati dai ricercatori durante i test.

Anthropic, invece, mette nero su bianco nel prospetto di quotazione dell'Ipo multimiliardaria destinato agli investitori che la sua tecnologia potrebbe comportare rischi esistenziali per l'umanità.

Maggiore propensione all'inganno
Nel mezzo delle pressioni per una ricerca di equilibrio tra regolamentazione e innovazione, il settore continua a essere al centro delle polemiche. La startup guidata da Sam Altman avrebbe voluto lanciare Gpt-6.1 Astra, ma il modello non è risultato abbastanza affidabile. Secondo il responsabile dei sistemi di sicurezza Saachi Jain, il modello ha ottenuto risultati scadenti nella capacità di attenersi alle aspettative degli umani e mostrato maggiore propensione all'inganno. Per questo, la società ha deciso di puntare su Gpt-6.1 Sol che, di media potenza, si colloca al di sotto di Gpt6 Astra, il prodotto di punta di OpenAI rilasciato all'inizio di settembre: si tratta di un nuovo modello di IA di fascia media, con costi cinque volte inferiori rispetto al suo prodotto di punta, nell'annuncio fatto alla conferenza annuale (DevDay) di San Francisco dell'azienda dedicata agli sviluppatori.

Anthropic, invece, ha dedicato circa un terzo del suo corposo documento per riportare i «fattori di rischio» delle sue attività, inclusa la possibilità per i modelli avanzati di mostrare condotte imprevedibili: potenziali «rischi catastrofici o esistenziali», inclusi comportamenti di autoconservazione.

«Chi controlla l'IA vince tutto»
Trump, tuttavia, tira dritto sulla convinzione che l'IA sia un fattore essenziale per la supremazia tecnologica contro la Cina nella convinzione che «chi controlla l'IA vince tutto», in base al suo mantra. «Dicono sempre che è troppo complicato, ma non lo è», ha affermato il presidente americano presentando il nuovo sito del governo 'America.gov', alimentato da quella che luo ha ribattezzato 'Superintelligenza'. . «Non soffocherò mai la crescita di una tecnologia destinata a essere più grande della Rivoluzione Industriale», ha aggiunto il tycoon, che ha fatto investimenti nel settore con la sua famiglia.

Che la sfida sia contro il Dragone l'ha confermato anche lo studio 'Who's Ahead in the Global AI Talent Race?' del Carnegie Endowment for International Peace, secondo cui Pechino ha superato Washington come principale sede di lavoro per i ricercatori di punta nel campo dell'intelligenza artificiale: 41% contro 34% nel 2025 a fronte di, rispettivamente, 27% e 46% del 2022.

Intanto, il tycoon ha ospitato più di trenta invitati al pranzo alla Casa Bianca con i protagonisti dell'intelligenza artificiale americana, annunciando la 'setting chart' nella East Room e postando su Truth la foto dell'assegnazione dei posti. Oltre al tycoon, al suo vice JD Vance e allo speaker della Camera Usa Mike Johnson, nella lista ci sono i vertici di Anthropic (Dario Amodei), OpenAI (Sam Altman) e Palantir (Alex Karp). Alla destra di Trump, Jensen Huang (Nvidia) e Mark Zuckerberg (Meta), alla sua sinistra Elon Musk (SpaceX) e Sundar Pichai (Google). Presenti tra gli altri anche Satya Nadella (Microsoft) e Jeff Bezos (Amazon).

«Invece di soffocare tutto con la burocrazia, che è sempre la reazione istintiva del governo e che, a mio avviso, sarebbe sbagliata e francamente pericolosa per la sicurezza nazionale se applicata in questo caso, vogliamo portare avanti l'innovazione», ha chiarito Johnson. «Puntiamo a un equilibrio. Credo che la conversazione alla Casa Bianca ci aiuterà in questo percorso», ha aggiunto.

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