Il team curatoriale racconta questo luogo di confine, affermatosi come punto di riferimento per la scena culturale ticinese e transfrontaliera

Preparati, respira, stai per entrare in un luogo vivo. Nel cuore di Chiasso, esiste uno spazio di lavoro condiviso, ricerca e sperimentazione culturale nato attorno all’Associazione Grande Velocità, attiva dal 2015 nei campi di arti visive, musica, design e comunicazione. Spazio Lampo si è affermato come un punto di riferimento indipendente per la scena culturale ticinese e transfrontaliera. Per raccontare più da vicino l’identità di frontiera e il quotidiano, abbiamo raccolto le voci dei membri del team curatoriale…
Raccontata da Alfio Mazzei, designer in ambito culturale, insegna grafica alla scuola di arte applicata CSIA di Lugano. Cofondatore dell’Associazione Grande Velocità si occupa dell’immagine dello Spazio ed è membro fondatore dell’etichetta ticinese di musica sperimentale Pulver Und Asche Records.
Spazio Lampo nasce nel 2015 da una duplice esigenza molto sentita all’interno di uno scenario culturale composto da persone attive nel settore artistico, dall’architettura alla grafica, dalla fotografia alla musica. Era il periodo in cui stavano sorgendo realtà simili sul territorio ticinese e Chiasso era ancora un terreno inesplorato, sia dal punto di vista degli spazi espositivi indipendenti, sia dei luoghi di coworking nel contesto delle professioni creative. Su questa premessa è nato un gruppo di lavoro con l’intento di trovare un luogo adatto ad accogliere un’attività espositiva e una sede lavorativa per i membri fondatori dello Spazio Lampo, dell’Associazione Grande Velocità e delle attività a essi connesse, tra cui il Progetto Vetrina. L’idea si è concretizzata dall’incontro di Francesco Giudici, Aline d’Auria, Alfio Mazzei, Gabriel Stöckli e Gianmaria Zanda nel corso del 2015.
© Sarah Mathon‘You Gotta Say Yes to Another Excess’, mostra collettiva presso Spazio Lampo, a cura di Associazione Grande Velocità, 2025Il luogo trovato in via Livio 16 era a due passi dalla stazione ferroviaria, sede delle ormai dismesse aziende di spedizione Piccola Velocità e Grande Velocità, attive durante l’epoca d’oro della cittadina di confine. Il nome deriva quindi dalla presenza storica sul territorio di realtà legate all’identità stessa di Chiasso, che in passato ha prosperato grazie allo sviluppo del commercio ferroviario e doganale. L’associazione ha così voluto omaggiare la storia di Chiasso e Spazio Lampo ne riprende il legame con l’idea di velocità. Di grande velocità. Sin dal principio, Radio Gwendalyn ha condiviso i locali, contribuendo alla creazione di un centro culturale ricco di scambi e attività ad ampio raggio. La linea curatoriale si concentra subito sulla realtà contestuale attraverso il coinvolgimento di artisti chiamati a interpretare lo spazio creando opere in situ, tenendo conto dell’identità e delle peculiarità del luogo espositivo.
Raccontata da Aline d’Auria, artista visiva ticinese che vive e lavora a Chiasso, presso Spazio Lampo.
Fondata nel 2015, l’Associazione Grande Velocità inaugura Spazio Lampo con un intervento del chitarrista torinese Paolo Spaccamonti e avvia da subito una programmazione culturale annuale. Il Progetto Vetrina nasce in stretta relazione con lo spazio: una vetrina affacciata direttamente sulla strada, pensata come luogo di apertura e condivisione con la città, il confine e le persone di passaggio. Fin dall’inizio lo spirito è chiaro: costruire un forte legame con la vicina Italia e creare uno spazio indipendente di sperimentazione, dove ogni artista invitato è chiamato a trasformare il luogo conferendogli una nuova identità. Ogni progetto è inedito e coprodotto, nel tentativo di valorizzare concretamente il lavoro artistico e curatoriale all’interno della cultura indipendente.
© Sarah Mathon‘You Gotta Say Yes to Another Excess’, mostra collettiva presso Spazio Lampo, a cura di Associazione Grande Velocità, 2025Raccontato da Valentina Pini, Sibilla Panzeri e Giulia Guanella. Valentina Pini è artista e comunica attraverso diversi media, tra cui installazione, video e scultura. Vive e lavora a Zurigo. / Sibilla Panzeri è curatrice indipendente e collaboratrice scientifica nella promozione culturale cantonale. Vive e lavora tra Zurigo e il Ticino, dove sviluppa progetti artistici interdisciplinari. / Giulia Guanella è progettista culturale e curatrice indipendente. Vive in provincia di Como e lavora tra diversi territori e progettualità.
Spazio Lampo è una soglia. Situato a pochi passi dal confine, occupa una posizione che percepiamo come una sorta di “non-zona”: un luogo di passaggio, attraversamento e incontro che sfugge a definizioni troppo rigide. Anche la vetrina è un passaggio, sospeso tra interno ed esterno, tra lo spazio dedicato all’arte e lo spazio pubblico. Ci interessa la possibilità che l’arte entri nel percorso quotidiano di chi passa davanti allo spazio, generando incontri inattesi e nuove forme di relazione con il contesto urbano. La vetrina diventa così un dispositivo inclusivo, accessibile a chiunque, anche a chi non frequenta abitualmente i luoghi dell’arte contemporanea. Dal punto di vista curatoriale lavoriamo con progetti capaci di attivarsi sia all’interno dello spazio sia nella loro dimensione pubblica. Le opere dialogano con la strada, con la luce, con i ritmi urbani e con un pubblico eterogeneo. Per molti Chiasso è semplicemente la stazione prima dell’Italia; per altri è un punto di transito che può trasformarsi in una sosta più lunga del previsto. Chi arriva a Spazio Lampo per sviluppare nuove opere è spesso ispirato da questa energia di sospensione e attraversamento.
© Sarah MathonTeam curatoriale Progetto Vetrina. Da sinistra: Yuri Bedulli, Giulia Gianella, Sibilla Panzeri, Valentina PiniLaurent Kropf ha preso spunto dal Punto Franco di Chiasso per realizzare sacche di tela pensate per il trasporto di opere d’arte; Nino Baumgartner, durante la walking performance, ci ha accompagnati oltre la frontiera lungo un vecchio sentiero di contrabbandieri. Spazio Lampo cerca anche di costruire un ponte tra il Ticino e i cantoni d’Oltralpe, includendo nella programmazione artisti della Romandia e della Svizzera tedesca. In Ticino gli spazi indipendenti dedicati alla sperimentazione artistica contemporanea sono ancora pochi, e Spazio Lampo offre agli artisti la possibilità di sviluppare progetti al di fuori di un contesto strettamente istituzionale. La domenica Chiasso può sembrare il deserto dei Tartari, ma quando c’è un’inaugurazione la gente appare, si raduna davanti alla vetrina e lentamente si moltiplica. È lì che tutto il lavoro trova il suo senso. Essendo una piccola associazione, tutti si occupano un po’ di tutto: dalla curatela agli allestimenti, fino a mettere le birre in fresco e preparare la zuppa per le inaugurazioni. Abbiamo una struttura orizzontale e ci ritagliamo momenti qua e là, facendo del nostro meglio.
© Sarah MathonPerformance sonora dell’artista Robin Siedl, presso Spazio Lampo a cura di Associazione Grande Velocità, 2025Raccontata da Yuri Bedulli, vive a Chiasso e insegna educazione alle arti plastiche in diverse scuole comunali della zona.
Spazio Lampo ospita il gruppo curatoriale di Progetto Vetrina, il progetto musicale Chiasso Means Noise, un progetto di scolarizzazione del Soccorso Operaio S.O.S. e l’atelier dell’artista e fotografa Aline d’Auria. Essendo molteplici le realtà che vivono lo spazio, ci si organizza continuamente in base alle necessità di ciascuno. Il pubblico che frequenta lo spazio durante vernissage ed eventi è molto eterogeneo: appassionati di arte contemporanea, artisti, amici, curiosi e persone legate ad altri spazi indipendenti del territorio. Credo che Spazio Lampo sia diventato un punto di riferimento per molti giovani del Mendrisiotto interessati all’arte contemporanea.
© ChiassoLetteraria‘Impressioni: Simposio tra arte, scienza e natura’, presso Spazio Lampo a cura di Associazione Grande Velocità, 2025Raccontato da Francesco Giudici, sociologo presso l’Ufficio di statistica del Canton Ticino, è anche musicista e fermento agitatore della vita culturale chiassese.
Spazio Lampo ha sempre ospitato interventi sonori – concerti, sperimentazioni, dj set – spesso in dialogo con gli artisti invitati nello spazio. L’idea era e resta quella di creare un incontro, in una zona periferica e di frontiera come Chiasso, tra artisti provenienti dalla Svizzera e dal Nord del continente e quelli che arrivano dall’Italia e dal Sud globale. Nel periodo post-pandemico un collettivo legato all’associazione ha iniziato a organizzare concerti al Bar Mascetti, storico locale di Chiasso. Da quell’esperienza è nato il festival Chiasso Means Noise.
“Chiasso means noise” è la frase che diciamo ironicamente agli artisti di passaggio per spiegare dove sono finiti: “chiasso”, in italiano, significa rumore. Il noise a Chiasso è ovunque: nei suoni della ferrovia, nel traffico, nella natura, nella gente. La frase nasce quasi per smorzare l’effetto di certe strade deserte, ma racchiude bene ciò che il festival promuove: uno spazio in cui proporre cultura fuori dal contesto istituzionale, un rumore che rompe la monotonia di una città di confine. CMN non è un festival di musica noise in senso stretto: usa piuttosto la metafora del rumore per esplorare la musica sperimentale nelle sue diverse forme. Spazio Lampo è anche la mia sala prove. Sto lavorando a un concerto pensato per una sola persona alla volta, incentrato sull’ascolto profondo e sull’improvvisazione.
Ci sono iniziative culturali che possono nascere solo in contesti specifici, e continuo a credere molto in Chiasso e nell’andirivieni di Spazio Lampo: una confusione stimolante, capace di generare incontri inattesi.
© Sarah MathonChiasso Means Noise festival 2025 - Live di Svetlana