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Il pioniere del ‘turismo’ della salute era svizzero. Nell’800 mise a punto un metodo di cura basato su luce, aria e acqua (applicato anche in Ticino)
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03.11.2020 - 13:23
Aggiornamento: 16:20

United Roads of America: il voto visto dall'ombelico

Il giornalista della RSI Emiliano Bos ci porta nel cuore del paese, a poche ore dall'elezione del nuovo inquilino della Casa Bianca

di Emiliano Bos
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© E. Bos
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Pubblichiamo un articolo apparso su Ticino7, allegato del sabato a laRegione.

La signora Melissa è appena uscita dal catechismo infrasettimanale alla Bible School. S’infila a passo svelto dentro il "Roosters", ristorante messicano sperduto in questo nulla polveroso sulla storica “Route 66”...

L’aspettano al tavolo il marito Paul, un baby-boomer brizzolato col sorriso intermittente causa denti mancanti, e il suocero Roy. “Proprio come re in francese”, precisa lui scimmiottando un po’ d’accento francofono. Microcosmo americano in queste due salette dall’aria un po’ decadente. “My name is Mike”, si presenta il proprietario. In realtà lui è Miguel, arrivato 25 anni fa da Città del Messico qui nella Panhandle del Texas, distesa di praterie punteggiata da vacche e pale eoliche a perdita d’occhio. Vega è un villaggio dove i turisti si fermano di rado. Col Covid, poi, non se ne vedono più. Di qui transitarono pure i Joad di John Steinbeck diretti in California, quasi un secolo fa. Ma chi se li ricorda, di quel Furore non c’è traccia sull’asfalto desolato in questo imbrunire d’ottobre. L’unica preoccupazione di Melissa, alla vigilia di un voto che agita l’America, è la sua pensione. “Ho lavorato tutta la vita, voglio che i miei soldi restino al sicuro”. Voterà Trump, anche se sarebbe meglio – aggiunge – che mettesse a tacere Twitter e qualche volta pure la bocca. È solo lei la repubblicana in famiglia, in un paesino rurale dove nel 2016 oltre il 90% degli elettori garantirono sostegno al miliardario di Manhattan che prometteva di restituire lavoro alla middle class. Gli unici due democratici del villaggio, scherza, sono il marito e il suocero. “Sai, loro vengono dal Colorado”. Nel puzzle USA, il codice postale è un passaporto identitario che resta cucito sottopelle. Da queste parti, si è repubblicani fino al midollo. “Ma di politica non parliamo mai in casa” , glissa Melissa, mentre il suocero Roy ricorda fiero il suo primo voto per JFK.


© E. Bos
Vega, nel nord-est del Texas. Miguel mostra le sue strane urne elettorali con le mance destinate a Trump e Biden: è il suo originalissimo sondaggio elettorale...

Le urne di Miguel

Nessuna mascherina nel selvaggio West. Roba da democratici, buttano lì fingendo disprezzo un paio di signori coi baffoni seduti a un altro tavolo. Mike-Miguel coccola i suoi clienti. Li conosce e li accudisce. Ci mostra con orgoglio il suo piccolo seggio elettorale. Al posto delle urne, due contenitori cilindrici di plastica trasparente. “Mance per Bidden”, scritto con due “D” in colore blu democratico. E “mance per Trump” , in rosso repubblicano. Verdoni e quarter di dollaro sono più abbondanti nell’urna dello sfidante alla Casa Bianca. “I ragazzi del turno precedente han preso tutte le mance dall’urna di Trump”, si giustifica il titolare. “Giuro che il presidente ne riceve molte di più”. Il sondaggio-fai-da-te è un barometro perfetto in questa spianata di venti e inquietudine. Il Texas petrolifero è in realtà il primo produttore di energie rinnovabili d’America. Lo sa bene la signora Melanie. 


© E. Bos
Eva Wheeler mostra le foto di cowboy della contea di Miami, in Texas. Tra loro anche suo marito e lei stessa, oggi pensionata 73enne dopo 30 anni di lavoro come infermiera.

Melanie e le sue sorelle 

Entra nel ristorante con le due sorelle, Cheri e Deborah, un terzetto oltre la sessantina e dai modi affabili. Cheri è la responsabile del partito repubblicano qui nella contea di Oldham, duemila anime in tutto. “Stavolta si vota per l’anima del nostro Paese”, sospira Melanie. Curioso. È proprio lo slogan di Joe Biden. Tutti – dall’una e dall’altra parte – convinti che il 3 novembre si decidano le sorti degli States. Ognuno cementato nelle proprie certezze. Le 254 contee del Texas hanno votato tutte per i repubblicani nel 2016. Chissà stavolta, con le periferie urbane che brulicano di nuovi arrivati – giovani e spesso progressisti - destinati a stravolgere la demografia locale. “Trust and truth, votiamo per questi valori, mica per Trump” , spiega Melanie. Fiducia e verità. Qui siamo lavoratori. Caparbi e generosi, pronti ad aiutare chi ne ha bisogno, orgogliosi e tenaci, insistono Melanie e le sue sorelle. I Valori, quelli profondi, dicono. Profondamente conservatori, ricevuti dal loro papà, un militare diventato poi rivenditore della John Deere, la marca di ogni trattore dell’America rurale. La utilizza pure il marito di Melanie, imprenditore agricolo ed eolico, aratri e turbine su oltre 10mila ettari di terreno. Fu Barack Obama ad alimentare il volano delle rinnovabili moltiplicando i posti di lavoro green. “Qui però restiamo repubblicani” garantisce lei. 


© E. Bos
Un deposito di vecchie auto lungo la ʻRoute 66ʼ.

Nella pampa texana 

Cavalchiamo idealmente nella pampa texana verso est, alle spalle ci eravamo già lasciati l’Arizona coi suoi cactus maestosi e il New Mexico con le alture color caramello. Un paio d’ore più in là di Vega e s’arriva a Miami, solo omonima di quella in Florida. È un altro villaggio con poche case e tanti conservatori. Accanto al passaggio a livello della vecchia ferrovia per Santa Fè incrociamo il signor Rosley. Indossa una tuta di jeans come lo zio Jesse della serie Bo & Luke. Intercetta il nostro sguardo smarrito mentre cerchiamo un indirizzo senza in realtà saperlo. Ci aiuta e se ne va. Poi però torna con un piccolo omaggio. Un frammento di cuoio inciso a mano. “È il mio hobby, ho un piccolo laboratorio nel mio basement”, la cantina di ogni casa sparpagliata su queste colline color verdognolo diluito. Ospitalità e cortesia, la stessa che ci offre Eva Wheeler, due stanzette in stile ranch trasformate in bed&breakfast. “Siamo nella terra dei cow-boy”, scandisce fiera questa ex infermiera 73enne dalle mani callose mostrandoci le foto di rodei e mandrie alle pareti. Nonostante il saloon virtuale della politica, da qui comunque Washington e la Casa Bianca non si scorgono all’orizzonte.

 

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