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21.11.2022 - 12:00

La giusta illuminazione per un giardino perfetto

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di JardinSuisse Ticino
la-giusta-illuminazione-per-un-giardino-perfetto

Realizzare un’illuminazione dello spazio verde a regola d’arte consente di dare vita a giochi visivi particolarmente affascinanti, amalgamando sapientemente luci e ombre. Lo scopo di un impianto d’illuminazione in giardino, infatti, non è soltanto quello di scoraggiare eventuali malintenzionati ed evitare alle persone di rimanere al buio di notte sull’uscio di casa, ma soprattutto è quello di valorizzare lo spazio esterno nel suo complesso per godersi pienamente il proprio giardino anche dopo l’imbrunire.

Valorizzare il proprio giardino attraverso l’illuminazione

Per questo motivo è opportuno selezionare in modo accurato ed equilibrato gli elementi di illuminazione, prestando attenzione alla loro posizione rispetto alla vegetazione e a eventuali singoli elementi dello stesso arredo. In questo senso, lo stile di lampade e faretti deve rispettare quello del giardino in cui sono situati. Design moderno, classico o rustico: l’importante è che si inseriscano in modo equilibrato e armonioso, senza scadere nel grottesco con illuminazioni a giorno che invece potrebbero avere conseguenze nefaste per la stessa fauna.

Non manca poi la possibilità di creare giochi di luce per far risaltare una porzione del giardino o anche piante e statue, dando vita a un’atmosfera intrigante e affascinante. Spesso, infatti, un giardino sapientemente illuminato può diventare un luogo evocativo capace di creare emozioni da tempo dimenticate, proprio come una passeggiata sotto le stelle.

La scelta più classica è rappresentata dai lampioni, pali esterni che richiedono limitata manutenzione per una buona illuminazione. Questa soluzione è particolarmente indicata per gli spazi ampi, soprattutto pubblici. Chi desidera realizzare invece un’atmosfera più intima e calda con suggestivi effetti visivi, può orientarsi su fonti luminose vicine al terreno, capaci appunto di produrre ombre nette e ben definite.

D. Fabrizio Gianoni, lei è titolare di AQVA Sagl. L’Azienda di Minusio è attiva da oltre 25 anni nella progettazione e realizzazione di impianti di irrigazione, posa di sistemi di pompaggio a lago e distribuzione di materiale di irrigazione. Ma non solo: vi occupate anche di progettazione, consulenza e vendita di impianti di illuminazione esterna, utilizzando tecnologie e marche all’avanguardia. Cosa significa oggi progettare un impianto di illuminazione? Cosa bisogna tenere in considerazione?

R. Per prima cosa, bisogna sapere che un corretto impianto di illuminazione esterna è regolato da precise e severe normative. Queste riguardano sia gli installatori – che possono essere anche giardinieri paesaggisti purché non si superi la tensione di 50V – sia come viene posato lo scheletro dell’impianto. In quest’ultimo caso ci sono delle specifiche conoscenze da applicare scrupolosamente per fugare eventuali futuri problemi.

La conoscenza delle essenze vegetali, invece, è l’aspetto più creativo del lavoro. Proprio da questo deriva l’importanza di fare le giuste considerazioni e regolarsi su molti aspetti. Tra questi sono inclusi forma e mobilità delle foglie rispetto al vento, la struttura della chioma, se preferire piante caducifoglie o sempreverdi, alte o basse, tappezzanti o erette, con ramificazioni o a fusto portante di particolare caratura. Scelto quindi il vegetale o l’elemento di arredo che si vuole illuminare, bisogna pensare al modello di lampada o faretto, quindi al cono di riflesso, se a Lumen o Kelvin, a incasso o picchetto, il grado IP, con o senza filtri, la sorgente luminosa, e così via.

Ci sono anche tanti altri piccoli aspetti da non sottovalutare, come la definizione dei gruppi d’illuminazione, gli orari di accensione all’imbrunire o di "guardia" fino all’alba, di passaggio o d’ambiente. Quest’ultima operazione in particolare richiede l’intervento dell’elettricista di fiducia. È proprio il caso di dirlo: non bisogna esitare a "chiedere lumi" a professionisti e specialisti dell’illuminotecnica.

D. Parliamo di lavori molto invasivi? Quando è il momento migliore per affrontarli? E quali sono i costi da preventivare?

R. Realizzare un impianto d’illuminazione è invasivo quanto implementare un impianto d’irrigazione automatica.

Personalmente, consiglio sempre ai miei clienti di predisporre almeno lo scheletro del futuro impianto in concomitanza con i lavori di scavo per le condotte dell’acqua. Oggi le ditte specializzate nel settore dispongono infatti di macchinari adeguati per creare appositi solchi, senza danneggiare il terreno in maniera particolarmente vistosa. Questo permette la posa delle condotte a circa 30-40 cm di profondità, come richiesto appunto dalle attuali normative in vigore.

Può sembrare paradossale, ma il momento migliore per realizzare un impianto d’illuminazione esterna non è tanto legato alla stagione, quanto agli anni del giardino: più il verde è "adulto" e quindi "vissuto", più l’impianto d’illuminazione rispecchierà le proprie scelte. In merito ai costi ci sono veramente troppi fattori in gioco: posso solo consigliare di fare attenzione al materiale e al tipo di luce emessa.

D. Una volta allestito un impianto di illuminazione, dobbiamo considerare anche il suo mantenimento. Quali sono i principali lavori manutentivi, a cosa dobbiamo prestare attenzione perché il nostro impianto funzioni davvero a regola d’arte?

R. La manutenzione di un impianto d’illuminazione esterna dipende dalla posizione dei diversi elementi, come i pozzetti di distribuzione e i faretti. Se le lampade sono di buona fattura e realizzate con materiali adeguati agli IP richiesti per l’esterno, eventuali danni potranno solo essere conseguenza di fattori specifici. Alcuni esempi potrebbero essere la cattiva manutenzione del verde circostante o una certa noncuranza del manutentore. Infatti, dimenticandone la presenza, chi si occupa del giardino potrebbe tagliare involontariamente i cavi nel sottosuolo o "limare" le cupole superiori.

Per garantire lunga vita al sistema d’illuminazione, la prima operazione è comunque realizzarlo a regola d’arte. Questa attenzione riguarda tutto, dai pozzetti di distribuzione alle scatole di derivazione. Nulla deve essere lasciato al caso.

Come diceva infatti Le Corbusier, "l’architettura è il sapiente gioco dei volumi nella luce".

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