La natura è gratis

Un tuffo nella natura può giovare al nostro benessere, aiutarci a ritrovare un equilibrio e permetterci di affrontare con più serenità la frenesia della vita quotidiana. Lo stile di vita moderno ci ha spinti ad ammassarci in città piene di cemento, con alti tassi di inquinamento, temperature estreme e stress che influenzano negativamente la qualità delle nostre vite. Anche la nostra connessione ossessiva alla tecnologia ci rende irrequieti, in uno stato di vigilanza continua in cui staccare per prendersi un momento per sé stessi sta diventando un lusso.
Il bosco è forse il luogo migliore in cui immergersi nella natura. Un luogo che infonde tranquillità quando si pratica un’attività fisica o semplicemente si fanno due passi con il proprio cane o con i propri pensieri. L’effetto benefico del bosco sulla nostra salute non è solo una semplice sensazione: già dagli anni Ottanta sono stati condotti numerosi studi scientifici in merito. Sebbene un bagno nel bosco non possa sostituire un trattamento medico, è stato dimostrato che può accelerare il processo di guarigione di diverse malattie e ha un forte impatto preventivo.
Passare del tempo regolarmente nel bosco aiuta a rallentare i ritmi, restituisce energia e gioia di vivere e influisce positivamente sul benessere psicofisico globale. Può essere utile per prevenire il burnout e migliorare la capacità di concentrazione e la motivazione. Negli ultimi anni, adolescenti e bambini continuano a rappresentare una delle fasce di popolazione più vulnerabili dal punto di vista psicologico, a causa delle conseguenze a lungo termine della pandemia e delle nuove forme di stress sociale ed emotivo, a cui si aggiunge il culto tossico della performance. Trascorrono molte ore davanti a uno schermo, più soli e privati di una delle risorse più importanti per lo sviluppo: la condivisione e le relazioni con i propri pari. È importante che genitori, insegnanti e persone che operano con i giovani e le persone fragili prendano consapevolezza del ruolo terapeutico ed educativo che la natura può avere sulla salute e sulla crescita. La questione può essere analizzata anche da un punto di vista economico. La vita moderna ci spinge continuamente a consumare risorse – tempo, energia mentale e fisica – e soprattutto a spendere denaro. Quello che ci viene proposto ha quasi sempre un costo, quando invece la natura è un servizio gratuito, senza licenze o abbonamenti. Chiede solo di essere apprezzata e tutelata. Per questo motivo il WWF invita a ritrovare il contatto con la natura. Sia da soli sia in compagnia, sia per una passeggiata sia per un ecovolontariato: ricordiamoci che siamo parte della natura.
La riserva naturale “Pasquerio” di Pollegio, gestita da Pro Natura, mostra come la biodiversità possa trovare spazio anche in un territorio segnato dalle attività umane. Il biotopo si estende su oltre due ettari ed è stato creato per compensare l’impatto della costruzione della galleria ferroviaria di base AlpTransit. La riserva si trova dove confluiscono due corsi d’acqua temporanei. Oggi è una parte importante della rete ecologica regionale e offre un rifugio ad anfibi, uccelli e piante rare, che nella pianura trovano sempre meno spazio.
La sopravvivenza e la qualità ecologica di questa oasi dipendono però strettamente da una gestione estensiva del territorio. Per salvaguardare i prati, è fondamentale che questi vengano sfalciati e rastrellati regolarmente, impedendo l’accumulo di sostanze nutritive che soffocherebbe le specie floreali più delicate. Per contribuire concretamente alla tutela della biodiversità, sabato 24 ottobre Pro Natura Ticino e WWF Svizzera italiana organizzano una giornata di ecovolontariato: un’occasione per prendersi cura della riserva e trascorrere del tempo in compagnia.
La giornata inizierà alle 8.30 con un’introduzione guidata alla riserva e al lavoro da svolgere. Subito dopo, i partecipanti si metteranno all’opera per rastrellare e ammucchiare il fieno. I grandi cumuli generati non saranno solo il risultato dello sforzo comune, ma diventeranno una fonte preziosa di cibo e una tana accogliente per la microfauna locale durante i mesi invernali. Al termine delle attività, previsto attorno alle ore 12.30, verrà offerto un aperitivo a tutti i presenti, a cui seguirà un pranzo in comune per festeggiare insieme il lavoro svolto.
Iscrizione obbligatoria all’indirizzo:
Facili da coltivare, nutrienti e conservabili per anni, le lenticchie sono un alimento base dell’umanità da oltre 13mila anni. E non è un caso: questi legumi sono ricchi di nutrienti. Una sola tazza di lenticchie crude contiene quasi il doppio delle proteine di una bistecca di manzo da 85 grammi. Fanno bene anche al pianeta: le lenticchie hanno un impatto ambientale ridotto e rappresentano una coltura amica del clima. Ogni anno nel mondo vengono prodotti circa 6,5 milioni di tonnellate di lenticchie. Circa la metà viene coltivata in Nord America, mentre l’India è il principale Paese consumatore a livello globale. Le lenticchie appartengono alla famiglia dei legumi a baccello. Come gli altri legumi secchi, hanno una caratteristica preziosa: catturano l’azoto dall’aria e lo depositano nel suolo, riducendo la necessità di fertilizzanti chimici – responsabili di importanti emissioni di gas serra – e arricchendo al tempo stesso il terreno per le colture successive. Il suolo coltivato a lenticchie immagazzina il 30% in più di carbonio. Versatili e resistenti alla siccità, le lenticchie prosperano in climi aridi e semiaridi. In genere non richiedono irrigazione, il che le rende molto meno idrovore e meno intensive in termini di risorse rispetto ad altre fonti proteiche come soia, pollo o manzo. Mezza tazza di lenticchie cotte apporta 9 grammi di proteine. Il WWF supporta marchi, rivenditori, aziende agricole e agricoltori nella gestione dell’impatto ambientale delle colture come le lenticchie, aiutando i partner a valutare l’uso di terra, acqua ed energia e a identificare opportunità di miglioramento per una produzione alimentare sempre più sostenibile.