Colazione in fattoria

Anche se occupano solo il 3% della superficie terrestre, le torbiere immagazzinano il doppio del carbonio rispetto alle foreste, che coprono il 30% del pianeta.
Dopo l’ultima era glaciale, lo scioglimento dei ghiacciai ha innalzato le acque freatiche. I laghi si sono riempiti di materiale organico e le piante morte si sono depositate come torba in condizioni di bassa ossigenazione. Pensate che la formazione di uno strato di torba di 1 metro richiede circa 1’000 anni. Bonifiche, estrazione della torba e cambiamenti climatici hanno ridotto drasticamente le torbiere: in Svizzera dal 6% di superficie nel 1800 allo 0,7% attuale.
Nel Sottoceneri, la torbiera di Gola di Lago è un’area protetta tra le più importanti del Ticino e dalla ricchissima biodiversità. Oggi, tra le altre cose, soffre l’invasione delle felci che minaccia la vegetazione e il livello dell’acqua.
Il 2 maggio WWF e SWICA organizzano un intervento per aiutare un agricoltore a rimuovere questa pianta invasiva dal delicato ecosistema della riserva. Vuoi partecipare e scoprire i segreti di una delle torbiere più meridionali della Svizzera?
Iscrizione obbligatoria: amina.heusser@wwf.ch
Nel mondo frenetico di oggi tendiamo sempre più spesso a relegare il bisogno di nutrirci a una mera attività da espletare il rapidamente possibile. Nella società moderna gli alimenti devono saziarci in fretta, senza distoglierci dall’essere produttivi e consumanti.
Eppure, la nutrizione è uno degli aspetti più importanti per la nostra sopravvivenza e il nostro benessere psicofisico. Una dieta sana a base di prodotti gustosi e di qualità contribuisce enormemente alla nostra salute fisica e mentale. Se poi questi vengono prodotti con attenzione alla sostenibilità delle risorse, all’utilizzo limitato di pesticidi e alla biodiversità, a beneficiarne è la salute di tutta la comunità.
Gli agricoltori, però, sono sempre più spesso schiacciati dall’esigenza del mercato di produrre tanto al prezzo più basso possibile. Le aziende agricole che decidono di uscire da questo sistema fanno enormi sforzi, investendo tempo ed energie personali. Ciò comporta spesso un aumento del valore dei prodotti.
Ma noi consumatori sappiamo davvero cosa significa per un contadino produrre in modo più rispettoso per l’ecosistema ed il benessere degli animali? Conosciamo davvero quello che sta dietro al costo di un prodotto ecologico e di qualità?
A questo proposito WWF, in collaborazione con SWICA, il 26 aprile a Sant’Antonino offre una colazione gratuita presso la Fattoria Colombera che da anni produce con passione e sacrifici curando il proprio impatto ambientale e allevando gli animali nel rispetto delle loro esigenze naturali. L’iscrizione è obbligatoria tramite amina.heusser@wwf.ch
Un tempo i fiumi ticinesi erano selvaggi e pullulavano di ogni forma di vita. Prova ne è il fatto che l’esploratore zurighese H.R. Schinz nel 1783 scrisse del Ticino: “Non è facile trovare in un Paese tante lontre quante ce ne sono qui. Esse risalgono dai laghi fino ai torrenti delle valli più elevate per andare a caccia delle più belle trote che ci vivono”.
Dalla fine dell’Ottocento però, la lontra eurasiatica (Lutra lutra) subì un forte declino in tutta Europa, colpita da caccia, inquinamento delle acque e distruzione degli habitat fluviali. Nel 1989 la specie è stata dichiarata ufficialmente estinta in Svizzera.
Oggi, grazie al miglioramento della qualità dei nostri fiumi e a una lenta migrazione naturale, essa è tornata a nuotare e pescare nelle acque svizzere.
Purtroppo, essa è ancora chiamata ad affrontare numerose difficoltà. Una delle più serie è il traffico stradale, che ogni anno causa la morte di diversi esemplari. In Ticino, ad esempio, una lontra è stata travolta in Leventina nel 2013.
Per cercare di contrastare questa minaccia la fondazione Pro Lutra ha lanciato il Progetto “Untendurch – Per di sotto” allo scopo di mappare tutti i passaggi pericolosi per le lontre. Nel contesto del programma Interreg ECO4TICINO, in collaborazione con WWF Svizzera italiana, verrà organizzata una campagna di raccolta dati in cui chi desidera darci una mano (benevola) potrà aiutare a mappare i ponti pericolosi per la lontra e monitorare la sua presenza.
Il 12 aprile alle 14.00 presso la sede del Parco del Piano di Magadino a Gudo, si terrà un momento informativo sul progetto. In questa occasione sarà possibile conoscere meglio questa iconica specie e, per chi volesse, annunciarsi come volontari. Iscrizione obbligatoria presso amina.heusser@wwf.ch
Con l’arrivo dei grandi predatori, per molte aziende agricole di montagna la protezione di pecore e capre richiede un impegno importante. Per offrire un sostegno concreto, il progetto Pasturs Voluntaris cerca adulti motivati, interessati a sostenere gli allevatori nella protezione del bestiame.
Già lo scorso anno in Ticino e nelle valli meridionali dei Grigioni i volontari italofoni hanno svolto 78 giornate di intervento su cinque aziende agricole. Un allevatore di capre della regione racconta: «Per noi è un grande aiuto avere qualcuno che dà una mano nei momenti più intensi. Soprattutto nella costruzione delle recinzioni, ogni supporto è prezioso. Inoltre, è bello vedere che persone della regione si interessano al nostro lavoro».
L’obiettivo è ora quello di rafforzare ulteriormente la rete regionale e coinvolgere nuovi volontari a sostegno delle aziende.
A tale scopo il 9 e 10 maggio in Vallemaggia e in Valle di Blenio verrà proposto un corso di formazione in cui i partecipanti potranno apprendere le basi della biologia dei grandi carnivori, della protezione del bestiame, del montaggio delle recinzioni, del comportamento dei cani da protezione e il lavoro sicuro in ambiente alpino. Non sono richieste conoscenze preliminari.
Dopo la formazione, i volontari potranno partecipare a interventi in Ticino, nei Grigioni o nel Canton Glarona, contribuendo concretamente all’agricoltura di montagna.
Maggiori informazioni e iscrizioni: www.pasturs-voluntaris.ch