Dimissioni di Guy Parmelin, tra elogi del mondo economico e critiche dei Verdi
Svizzera

Dimissioni di Guy Parmelin, tra elogi del mondo economico e critiche dei Verdi

Il presidente della Confederazione riceve apprezzamenti per il suo impegno instancabile e la politica economica, mentre gli ecologisti contestano gli accordi di libero scambio.

2 ottobre 2026
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Qualche critica a sinistra - i Verdi non apprezzano la politica di puntare sugli accordi di libero scambio - e tanti elogi dal mondo economico: possono essere riassunte così le reazioni all'annuncio odierno delle dimissioni dal governo del presidente della Confederazione Guy Parmelin, che saranno effettive a fine anno.

"Si è impegnato instancabilmente per una Svizzera forte come piazza economica", afferma la direttrice di Economiesuisse, Monika Rühl. Il suo operato è stato particolarmente apprezzato dall'industria orientata all'esportazione, sottolinea da parte sua Swissmem, associazione del comparto metalmeccanico ed elettrotecnico. "Con tenacia e fascino ha promosso il libero scambio, le buone relazioni con l'Unione europea e si è battuto per ridurre la burocrazia". Il 66enne ha inoltre guidato la Confederazione "con mano ferma e la necessaria lungimiranza attraverso il periodo turbolento con gli Stati Uniti". L'organismo si aspetta ora che il suo successore al Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) "provenga da un partito borghese": una richiesta avanzata anche da Economiesuisse.

"Il consigliere federale Parmelin vanta un bilancio eccezionale in materia di politica economica in generale, ma soprattutto per quanto riguarda i vari accordi di libero scambio (India, Vietnam, ecc.)", indica l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM). Anche il fatto che sia stato possibile avviare il rinnovo della convenzione di libero scambio con la Cina è merito suo.

Tra gli importanti provvedimenti di politica interna del suo mandato, l'associazione cita, tra l'altro, la legge sullo sgravio delle imprese, entrata in vigore nel 2024. L'USAM sottolinea pure l'importanza della revisione della normativa sulla formazione professionale, con la valorizzazione di quella superiore con i titoli aggiuntivi "Professional Bachelor" e "Professional Master", entrati in vigore il primo ottobre 2026. Anche nell'ambito del partenariato sociale, secondo l'USAM Parmelin è stato un valido interlocutore, che ha preso sul serio le richieste dei datori di lavoro. In qualità di presidente della Confederazione, ha inoltre rappresentato la Svizzera "con successo e dignità".

Questo aspetto viene sottolineato pure dal presidente dell'Unione svizzera dei contadini (USC) Markus Ritter. "Anche nelle situazioni più difficili ha mantenuto la calma e la visione d'insieme", sottolinea il consigliere nazionale (Centro/SG). E sì che il politico vodese è stato membro del governo in un periodo caratterizzato da sfide straordinarie: tra queste figurano la crisi del coronavirus, la guerra in Ucraina, l'imprevedibilità della politica commerciale americana negli ultimi due anni, l'incendio di Crans-Montana, la frana di Blatten (VS) "e molto altro ancora". Il capo del DEFR ha spesso ricoperto il ruolo di gestore di crisi. "Soprattutto con gli americani, è riuscito a contribuire alla ricerca di soluzioni grazie al suo fascino romando e alle sue argomentazioni convincenti". Ha anche dimostrato di saper scegliere personale qualificato per il proprio entourage, fa notare Ritter.

A livello partitico, l'UDC si rammarica profondamente per le dimissioni del suo esponente ed esprime gratitudine per quello che considera il suo impegno costante e pluriennale. Allo stesso tempo i democentristi sottolineano che, in qualità di partito più forte del paese e conformemente al principio della concordanza, hanno un diritto a loro avviso indiscutibile a due seggi in Consiglio federale. Per l'elezione destinata a sostituire Parmelin, l'UDC si presenterà quindi con una propria candidatura che si identifichi appieno con i temi cardine del partito: indipendenza e neutralità, nessun accordo di sottomissione all'Ue né adesione strisciante ai Ventisette, limitazione dell'immigrazione, stop agli abusi nel campo dell'asilo, espulsione dei criminali stranieri, rafforzamento dell'esercito e della sicurezza interna, imposte e tasse più basse, nonché rispetto dei diritti popolari.

Da parte sua il Centro riconosce il diritto dell'UDC ai due mandati nell'esecutivo. Il partito sottolinea l'auspicio che il futuro successore di Parmelin si impegni a collaborare in modo costruttivo per affrontare le sfide attuali e future del paese. "Ringraziamo il presidente della Confederazione per il suo impegno pluriennale e la sua dedizione al servizio della Svizzera".

Il Partito liberale radicale (PLR) prende atto senza particolare enfasi delle dimissioni. "A nome del PLR ringrazio Parmelin per il suo pluriennale impegno al servizio del nostro paese", afferma il copresidente Benjamin Mühlemann. In considerazione del carattere quadrilingue del paese e della coesione nazionale, il PLR si aspetta che l'UDC, nel comporre la propria lista di candidati alla successione, tenga conto anche di personalità provenienti dalla Svizzera latina.

Anche i Verdi ringraziano Parmelin per la sua attività, ma allo stesso tempo non lesinano le critiche. Il suo mandato - argomentano gli ecologisti - è stato l'emblema della politica di regresso della destra borghese ed è stato caratterizzato da una politica di libero scambio superata e dannosa per il futuro, nonché dall'adulazione degli Stati Uniti con intese discutibili. Senza alcuna considerazione per la sostenibilità, la protezione del clima e gli standard in materia di diritti umani, è stata perseguita una politica di libero scambio neoliberista con il Mercosur, la Cina e la Malesia, indebolendo fortemente il principio del commercio equo e sostenibile, viene affermato. Secondo i Verdi l'attuale legislatura dimostra che il cartello di potere in Consiglio federale fa politica scavalcando la popolazione. "Punta sull'esercito, sulle autostrade e sulle centrali nucleari, invece di compiere finalmente passi avanti nella protezione del clima e nella parità di genere".

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni