Il partito ecologista definisce la sua politica "errata" e "dannosa per il futuro", criticando il blocco delle riforme agricole e gli accordi con Mercosur, Cina e Malesia.
I Verdi ringraziano il presidente della Confederazione Guy Parmelin per il suo impegno pluriennale, in seguito all'annuncio odierno delle sue dimissioni. Allo stesso tempo, però, non usano mezzi termini e criticano la sua politica di libero scambio, definendola "errata".
Il suo mandato è stato l'emblema della politica del regresso della destra borghese ed è stato caratterizzato da una politica di libero scambio superata e dannosa per il futuro, nonché dall'adulazione degli Stati Uniti con accordi discutibili, scrive in un comunicato odierno il partito ecologista. Le riforme ecologiche nella politica agricola sono state bloccate.
Senza alcuna considerazione per la sostenibilità, la protezione del clima e gli standard in materia di diritti umani, è stata perseguita una politica di libero scambio neoliberista con il Mercosur, la Cina e la Malesia, indebolendo fortemente il principio del commercio equo e sostenibile, si legge nel comunicato.
L'attuale legislatura dimostra che il "cartello di potere" in Consiglio federale fa politica scavalcando la popolazione. "Punta sull'esercito, sulle autostrade e sulle centrali nucleari, invece di fare finalmente passi avanti nella protezione del clima o nella parità di genere", hanno scritto i Verdi.