La mozione Gmür-Schönenberger, approvata con 118 voti, mira a contrastare spionaggio e disinformazione, nonostante le misure già in atto del Consiglio federale.
Il Consiglio nazionale ha approvato, con 118 voti a 65, una mozione della "senatrice" Andrea Gmür-Schönenberger (Centro/LU), che chiede di rafforzare le capacità della Confederazione di difendersi da ingerenze straniere.
Le ingerenze straniere, ad esempio sotto forma di spionaggio o di attività di influenza nel dibattito pubblico, rappresentano una minaccia crescente per la Svizzera, ha affermato Isabelle Chappuis (Centro/VD) a nome della commissione. Inoltre, alla luce dell'attuale situazione geopolitica, non si deve correre il rischio che la Confederazione diventi un crocevia di tali attività. Sebbene siano già stati compiuti passi in questa direzione, è necessario mandare un segnale politico chiaro, ha sostenuto la vodese.
Nel suo intervento, il consigliere federale Martin Pfister non ha negato che le attività di influenza e la disinformazione rappresentino una minaccia che va presa sul serio. Il Consiglio federale ha già preso misure nel 2024, ha affermato. La Strategia di sicurezza globale 2026 presentata proprio venerdì scorso ne fa una priorità, ha sottolineato il ministro della difesa.
Nel novembre 2025, il Consiglio federale ha inoltre istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale (GLID) incaricato di coordinare i lavori dell'Amministrazione federale sull'argomento. Insomma, visto quanto si fa già ora, per Pfister una mozione supplementare sul tema è superflua. Il plenum non l'ha però seguito.