Svizzera

‘La difesa dai droni non è più una questione teorica del futuro’

Al via a Berna una quattro-giorni di esercitazione congiunta con al centro la protezione delle infrastrutture critiche

In sintesi:
  • Per il direttore della sicurezza bernese i recenti incidenti con velivoli sprovvisti di pilota in Europa hanno chiaramente dimostrato che il tema è sempre più d'attualità
  • Quest'estate in Svizzera sono stati diversi i casi segnalati di sorvolo di apparecchi non identificati sopra un impianto militare
Se la minaccia viene dall’alto...
(Keystone)
12 settembre 2026
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È la protezione delle infrastrutture critiche, e segnatamente degli impianti energetici e di telecomunicazione, l'obiettivo dell'esercitazione congiunta di quattro giorni che ha preso avvio oggi, sabato nel Canton Berna.

Sul Bantiger, a nord-est di Berna, alcuni specialisti della Polizia cantonale hanno illustrato, nel corso di una conferenza stampa, come respingerebbero l’attacco di un drone contro la torre di trasmissione. «La difesa contro i droni non è più una questione teorica del futuro», ha dichiarato Philippe Müller, direttore della sicurezza del Canton Berna. I recenti incidenti verificatisi in Europa lo hanno chiaramente dimostrato.

In Svizzera, quest’estate sono stati avvistati diversi droni non identificati sopra un impianto militare. Incidenti simili hanno interessato la base aerea di Meiringen e la centrale nucleare di Gösgen.

L’intervento deve sempre essere legale, proporzionato e comprensibile, ha dichiarato Christian Brenzikofer, comandante della polizia bernese. La difesa contro i droni è una missione congiunta della polizia, dell’esercito, delle autorità federali e dei gestori delle infrastrutture critiche. Le esercitazioni congiunte rivestono quindi particolare importanza.

Sabato, sul Bantiger, due agenti di polizia erano all’erta alla ricerca di oggetti sconosciuti. Quando un drone ritenuto ostile si è avvicinato alla torre di trasmissione, è stato individuato dal dispositivo di rilevamento dell’agente, simile a un cellulare. La sua collega ha quindi utilizzato un cosiddetto ‘jammer’, ovvero un disturbatore di segnale. Questo ha disturbato il collegamento radio tra il drone e il suo sistema di comando. Il velivolo non poteva quindi più essere pilotato dal suo operatore e reagiva in base alla sua programmazione, ha spiegato Samuel Wings, esperto dell’unità di difesa contro i droni della polizia cantonale di Berna. «Nel 99,9% dei casi, il drone tornerà al punto di partenza. Se è stato hackerato, può anche schiantarsi».

Nello scenario dell’esercitazione, il drone si è allontanato. Ciò ha permesso alla polizia di seguirlo e di localizzare il pilota.

Utili nel lavoro quotidiano della Polizia

Il comandante di polizia Brenzikofer ha inoltre sottolineato l’utilità dei droni nel lavoro della polizia. Spesso rendono preziosi servizi, ad esempio per canalizzare i flussi di persone durante grandi eventi o per cercare persone smarrite affette da disturbi cognitivi come l’Alzheimer.

Brenzikofer ha poi ricordato che i droni sono utili anche nell’ambito delle indagini penali. La Polizia bernese dispone di circa sessanta droni e conta un centinaio di dipendenti in grado di pilotarli. Il numero di dispositivi di disturbo in dotazione non è stato specificato durante la conferenza stampa.

L’esercitazione interistituzionale ‘Fides 26’ proseguirà fino a martedì. La Polizia cantonale di Berna e la divisione territoriale 1 dell’esercito si stanno addestrando a cooperare in caso di minaccia terroristica o di rischio di guerra. Le esercitazioni si svolgono nella regione di Berna e nell’Oberland bernese.

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