Svizzera

Dazi USA sui farmaci generici mettono in allerta gli analisti mentre l'azione Sandoz cala

Analisti dubitano che le tariffe annunciate dall'amministrazione Trump possano essere attuate; Sandoz perde a Zurigo ma resta in crescita da inizio anno

22 luglio 2026
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La notizia dell'introduzione - a partire dal 2028 - di massicci dazi sui farmaci generici negli Usa viene ampiamente commentata oggi dagli analisti, che non mancano peraltro di esprimere scetticismo sulla portata della misura voluta dal presidente americano Donald Trump. Intanto però alla borsa di Zurigo l'azione di Sandoz è in forte perdita.

Vontobel sottolinea che Sandoz, in qualità di maggiore produttore mondiale di preparati generici, non dispone di impianti produttivi negli Stati Uniti e sarebbe quindi, in linea di principio, interessata da tale misura, tanto più che circa il 22% del fatturato del gruppo viene realizzato nel Nord America. Gli esperti dell'istituto zurighese dubitano comunque che i piani possano essere attuati nella forma annunciata. Un trasferimento della produzione di generici negli Stati Uniti aumenterebbe infatti notevolmente i costi di fabbricazione e, di conseguenza, i prezzi dei medicinali, il che difficilmente potrebbe essere nell'interesse del sistema sanitario statunitense.

Pure la Banca cantonale di Zurigo (ZKB) ritiene che gli annunci abbiano una probabilità di realizzazione limitata. Il 90% di tutti i medicamenti prescritti negli Stati Uniti sono generici, prodotti prevalentemente al di fuori degli Usa. I dazi doganali potrebbero quindi causare notevoli difficoltà di approvvigionamento di farmaci essenziali. Inoltre, mancano ancora due anni all'entrata in vigore prevista - vi saranno fra l'altro anche le elezioni di medio termine - e quindi c'è ampio margine per negoziati.

Anche Bernstein sottolinea gli ostacoli pratici. È vero che negli Stati Uniti vi sono capacità produttive inutilizzate e che i fabbricanti indiani dispongono già di stabilimenti sul posto. Tali capacità, però, non sarebbero affatto sufficienti a coprire il fabbisogno: si rischia quindi una carenza di approvvigionamento o un aumento significativo dei costi per il sistema sanitario. Per questo motivo, anche gli specialisti di Bernstein prevedono che, alla fine, il governo potrebbe puntare a raggiungere accordi con il settore, piuttosto che applicare effettivamente le tariffe doganali nella loro totalità.

Gli investitori si mostrano però ugualmente spaventati: alle 10.00 l'azione Sandoz perdeva circa il 3%, a fronte di un mercato generalmente orientato a un rialzo frazionale. Dall'inizio di gennaio il valore - che in settembre figurerà nell'SMI, l'indice dei 20 titoli più importanti - è però progredito del 13% e positive sono anche le performance su un anno (+39%) e su un lustro (+157%).

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni