Intesa rafforza cooperazione economica: vantaggi per servizi finanziari e scienze naturali, meno ostacoli amministrativi, roaming abolito e possibile firma entro fine anno
La Confederazione e il Regno Unito hanno concluso oggi i negoziati, durati tre anni, per un accordo di libero scambio aggiornato: l'intesa va ben oltre le disposizioni bilaterali vigenti in diversi settori e rafforza la certezza del diritto per le imprese di entrambi i paesi.
A trarne particolare vantaggio dovrebbero essere, ad esempio, le imprese operanti nei settori dei servizi finanziari e delle scienze naturali, hanno spiegato durante una conferenza stampa a Berna il presidente della Confederazione nonché responsabile del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) Guy Parmelin e il ministro britannico dell'economia e del commercio Peter Kyle. L'accordo ridurrà gli ostacoli amministrativi e migliorerà l'accesso al mercato, hanno affermato.
Inoltre, per chi viaggia per affari e per i lavoratori qualificati dovrebbe diventare più facile operare a livello transfrontaliero. L'intesa prevede, tra l'altro, l'abolizione delle tariffe di roaming per la telefonia mobile, ha indicato l'ambasciata britannica a Berna in un comunicato. A ciò si aggiungono condizioni quadro migliorate per i flussi di dati e la tutela della proprietà intellettuale.
L'iniziativa mira a conferire "una nuova dimensione" al partenariato strategico ed economico bilaterale, ha affermato Parmelin. Non è stato facile elaborare norme efficaci senza mettere in discussione accordi esistenti, ha aggiunto riferendosi a intese con l'Unione europea (UE). In questo contesto, i diplomatici hanno dato prova di "una creatività straordinaria". Dal canto suo, Kyle ha addirittura parlato di un "accordo storico".
La conclusione dei negoziati lancia anche un segnale geopolitico, scrive il DEFR in una nota. In un contesto di crescente frammentazione e di incertezza commerciale, due importanti economie europee al di fuori dell'UE rafforzano il loro partenariato strategico e ribadiscono la volontà di puntare su mercati aperti, regole affidabili e una stretta cooperazione economica. L'accordo contribuisce così anche alla diversificazione e alla resilienza delle relazioni economiche.
Il rivisto accordo di libero scambio deve essere approvato dai parlamenti di entrambi i Paesi prima di poter essere attuato. Secondo Parmelin, l'obiettivo comune è quello di preparare l'accordo affinché la firma possa avvenire entro la fine di quest'anno. Seguiranno poi le rispettive procedure di approvazione a livello nazionale.
Secondo dati britannici, a lungo termine l'accordo dovrebbe far crescere il commercio dei servizi di 7,9 miliardi di franchi all'anno, ciò che corrisponde a un aumento di circa un quarto. Nel 2025 il volume degli scambi bilaterali tra la Svizzera e il Regno Unito (UK, per United Kingdom, che comprende Gran Bretagna e Irlanda del Nord) ammontava a circa 57,8 miliardi di franchi, ciò che fa della Confederazione il decimo partner commerciale dell'UK.
L'accordo attualmente in vigore era stato concluso nel 2019, immediatamente prima della Brexit. Esso mirava a garantire i diritti e i doveri reciproci vigenti prima dell'uscita del Regno Unito dall'UE. L'intesa prevedeva anche colloqui per un suo ulteriore sviluppo. Nell'estate del 2020, la Confederazione ha condotto un'indagine pubblica per valutare gli interessi delle parti. I negoziati, ora conclusi, erano in corso dal 2023.
Berna dispone di una rete di circa 40 accordi di libero scambio. La maggior parte di essi è stata stipulata nell'ambito dell'Associazione europea di libero scambio (AELS, di cui oltre alla Svizzera fanno parte Liechtenstein, Islanda e Norvegia). Con il Regno Unito la Confederazione ha concluso un accordo a livello bilaterale, così come, ad esempio, con Cina e Giappone.