Produttori svizzeri chiedono compensi; Coop prevede rincari, Migros e Aldi per ora stabili; rischio calo qualità e problemi per raccolti autunnali
A causa della canicola, il maggiore fabbisogno di irrigazione per le colture ortofrutticole in Svizzera comporterà un aumento dei costi di produzione. L'impatto per i consumatori rimane ancora incerto.
I produttori svizzeri di frutta e verdura devono irrigare di più rispetto a un'estate "normale", il che si ripercuote sui costi di produzione. "Resta da vedere se questi costi aggiuntivi potranno essere compensati sul mercato", si chiede Andreas Allenspach, direttore di Swisscofel, l'associazione svizzera del commercio di frutta, verdura e patate.
L'Unione svizzera dei produttori di verdura (USPV) intende chiedere un prezzo più elevato per i prodotti venduti. "Gli orticoltori dovrebbero ricevere un compenso adeguato e appropriato per gli sforzi supplementari legati all'irrigazione", ritiene il vicedirettore Markus Waber.
Per il momento, Migros ha dichiarato di non aver effettuato alcun aumento di prezzo legato al periodo di forte calore.
L'altro gigante della distribuzione, Coop, si aspetta invece che gli effetti della canicola di quest'anno si ripercuotano sui prezzi nel corso delle prossime settimane. "Ciò avviene soprattutto quando l'irrigazione non è più possibile e ne derivano conseguenti perdite", spiega un portavoce, aggiungendo che la domanda effettiva durante il periodo delle vacanze rappresenta un altro fattore che influenza i prezzi.
Da parte sua, Aldi non rileva fluttuazioni insolite dei prezzi, né per la frutta e verdura, né per i prodotti cerealicoli. "Tuttavia, dato che i cereali, in particolare, saranno raccolti solo più avanti nel corso dell'anno, gli effetti delle attuali condizioni meteorologiche potrebbero farsi sentire con un certo ritardo", indica una portavoce.
Per quanto riguarda Lidl, il discounter non ha voluto esprimersi su questioni specifiche legate ai prezzi.
L'irrigazione dei campi dovrebbe consentire di evitare perdite significative di produzione. "Ci aspettiamo piuttosto un calo della qualità di frutta e verdura, in particolare una durata di conservazione più breve del solito, piuttosto che perdite di raccolto", spiega una portavoce dell'Unione svizzera dei contadini (USC), intervistata dall'agenzia Awp sulle conseguenze dell'ondata di caldo sulle colture orticole.
Tra le verdure, le patate dovrebbero comunque soffrire maggiormente il caldo. "Le patate non vengono irrigate in tutte le aziende agricole. Sempre più agricoltori ricorrono oggi all'annaffiatura, ma in passato non era mai così", riferisce la portavoce dell'USC. Con l'attuale ondata di caldo, i tuberi rischiano di rimanere di piccole dimensioni, il che potrebbe renderli non commercializzabili.
Anche le insalate rientrano tra le colture vulnerabili. "L'insalata può diventare invendibile a causa di una bruciatura interna", precisa Markus Waber.
Per le altre colture arabili, come il grano o il girasole, l'irrigazione è generalmente poco redditizia e, nella maggior parte dei casi, l'acqua non è semplicemente disponibile. "È ancora troppo presto per determinare l'entità delle perdite, che dipenderanno dalla durata dell'assenza di piogge", sottolinea la portavoce dell'USC.
Pierre-Yves Perrin, direttore della Federazione svizzera dei produttori di cereali (FSPC), ritiene tuttavia che le consistenti scorte di frumento panificabile provenienti dal raccolto del 2025 permetteranno di garantire una transizione senza problemi. "L'approvvigionamento è garantito", afferma.
La situazione si preannuncia molto più problematica per le colture che saranno raccolte in autunno. "Le colture di soia, girasole e mais stanno soffrendo molto, sia per la mancanza d'acqua sia per le temperature elevate. Credo che le piante stiano seccando o non riescano a garantire la formazione dei chicchi, il che avrà un forte impatto sulle rese", osserva Perrin.