Consiglio degli Stati e Consiglio nazionale rinviano al Consiglio federale la legge sul diritto d'autore per includere l'IA e valutarne gli effetti su piattaforme e media
Non solo Google e X dovrebbero pagare i diritti d'autore quando pubblicano estratti di articoli di giornale, ma anche i fornitori di intelligenza artificiale (IA). È l'opinione del Parlamento che oggi ha rinviato al Consiglio federale la legge sul diritto d'autore affinché venga completata in tal senso. All'inizio di marzo anche il Consiglio nazionale aveva fatto altrettanto.
Il governo dovrà quindi valutare in che modo l'intelligenza artificiale modifichi il funzionamento delle piattaforme e dei motori di ricerca e quali conseguenze ciò comporti per il progetto di legge.
Attualmente l'utilizzo di estratti di testi o immagini prodotti da prestazioni giornalistiche non è tutelato dal diritto d'autore. Di conseguenza, i servizi online non versano al momento alcun compenso alle imprese mediatiche per l'utilizzo di tali prestazioni.
La decisione odierna si basa su una mozione della consigliera agli Stati Petra Gössi (PLR/SZ) accolta dai due rami del Parlamento. Poiché la Svizzera non dispone di risorse naturali proprie, ma si basa molto sull'innovazione, deve per forza tutelare maggiormente la proprietà intellettuale, stando alla "senatrice" svittese.
A suo avviso, tuttavia, l'IA mette in discussione questa protezione, mettendo gravemente a repentaglio la forza innovativa e la concorrenza leale nel Paese. Questa tendenza riguarda anche gli autori e i titolari dei diritti in tutti i settori creativi, ma in particolare nel settore mediatico.
Infatti, scrive Gössi nella motivazione della sua mozione, contenuti mediatici vengono utilizzati senza autorizzazione da servizi di IA internazionali per sviluppare modelli linguistici (training e fine-tuning). L'IA elude pure le barriere di pagamento dei media svizzeri. I sistemi di IA (p. es. Perplexity) accedono autonomamente a singoli contenuti rilevanti, li riformulano e li ripropongono agli utenti come "informazioni" (retrieval augmented generation).
I media svizzeri sono in tal modo sostituiti e spodestati dai servizi di IA internazionali, che propongono le loro informazioni. Questo sviluppo è deleterio per la Svizzera, che dipende da media liberi. Sul piano della politica democratica occorre imporre il diritto d'autore in maniera rigorosa e conformemente alla sua finalità.