Dopo la bocciatura, USS e Travail.Suisse esprimono soddisfazione e sollecitano interventi su potere d'acquisto, tutela salariale e alloggi
Dopo l'odierna bocciatura dell'iniziativa "No a una Svizzera da 10 milioni!", servono miglioramenti per i lavoratori, soprattutto per quanto riguarda il potere d'acquisto e gli alloggi a prezzi accessibili. È quanto rivendicano i sindacati, che non mancano comunque di esprimere soddisfazione per il no scaturito dalle urne.
Per l'Unione sindacale svizzera (USS), il risultato "è un chiaro rifiuto di tornare ai tempi bui, caratterizzati dallo status di lavoratore stagionale". Gli svizzeri hanno respinto questa "iniziativa estrema" perché vogliono mantenere gli accordi bilaterali con l'Ue, il ricongiungimento familiare e la protezione dei salari, scrive in un comunicato.
Le sfide attuali non si risolveranno con una politica di isolazionismo, un rigido limite demografico e un sistema di contingenti, evidenzia dal canto suo Travail.Suisse. La campagna ha però dimostrato che le preoccupazioni di una larga parte della popolazione devono essere prese sul serio, viene rimarcato in una nota.
Senza un'efficace tutela dei salari e delle condizioni di lavoro, l'elettorato prima o poi smetterà di sostenere la libera circolazione delle persone e gli accordi bilaterali nel loro complesso, avverte inoltre Travail.Suisse.