L'accusa riguardava l'omissione di segnalare un bonifico di 7,8 milioni legato allo scandalo del Mozambico; i trasferimenti negli Emirati hanno reso irrintracciabili i fondi e il DFF valuta il ricorso
La corte penale del Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona ha archiviato per prescrizione il procedimento contro Lara Warner, ex responsabile della conformità di Credit Suisse (CS), nell'ambito del cosiddetto scandalo del Mozambico. Di conseguenza la manager non dovrà pagare la multa di 100'000 franchi inflitta circa un anno fa dal Dipartimento federale delle finanze (DFF).
Stando a quanto comunicato oggi dal TPF, al momento dell'emissione della decisione penale da parte del DFF la prescrizione era già maturata. Il dipartimento aveva sanzionato Warner nel marzo 2025 per violazione dell'obbligo di segnalazione. L'ex dirigente aveva allora annunciato che avrebbe impugnato la condanna per via giudiziale.
Il caso risale al marzo 2016. Secondo l'accusa, Warner, in quanto responsabile della conformità di CS, aveva omesso di segnalare un bonifico di 7,8 milioni di dollari. La somma era confluita dal ministero delle finanze del Mozambico su un conto Credit Suisse con sede in Svizzera. Il denaro proveniva verosimilmente da prestiti concessi a imprese statali mozambicane e sarebbe stato "di origine delittuosa", secondo il DFF.
La sentenza del Tribunale penale federale stabilisce però che l'obbligo di segnalazione per sospetto riciclaggio di denaro cessa quando i beni coinvolti non possono più essere rintracciati e sequestrati e non solo alla fine della relazione bancaria. Gran parte della somma era già stata trasferita negli Emirati Arabi Uniti una settimana e mezza dopo l'arrivo dei fondi sul conto CS.
Proprio gli Emirati, osserva la corte, sono uno Stato con il quale l'assistenza internazionale si è rivelata difficile. Di conseguenza i beni non sono più rintracciabili né sequestrabili dall'inizio del 2017. La prescrizione, conclude il tribunale, è quindi già intervenuta all'inizio del 2024.
Resta da vedere se il Dipartimento federale delle finanze accetterà il decreto di archiviazione: è infatti ancora possibile un ricorso alla corte dei reclami penali del Tribunale penale federale. Il DFF sta valutando se effettuare questo passo, ha indicato un portavoce all'agenzia Awp. "Al momento non possiamo fornire ulteriori informazioni".
Il TPF aveva già archiviato in aprile un procedimento contro UBS in quanto successore legale di Credit Suisse (banca acquisita nel 2023 dal concorrente) nell'ambito del medesimo scandalo. La motivazione era che CS, in quanto istituto, aveva cessato di esistere e non aveva più personalità giuridica.
Il cosiddetto scandalo del Mozambico ha preso avvio nel 2013 e riguarda i prestiti concessi al paese da Credit Suisse per un ammontare di 2 miliardi di franchi, all'insaputa del parlamento locale e del Fondo monetario internazionale. Il denaro doveva servire a pagare la costruzione di una flotta per la pesca del tonno: gran parte dei soldi è però finita nelle tasche di funzionari corrotti.