Studio Sotomo su oltre 4.300 occupati e pensionati in Svizzera rileva alto orgoglio e sicurezza nel settore cura ma criticità nel bilanciamento vita-lavoro
Gli operatori sanitari sono i più soddisfatti del proprio impiego: otto professionisti su dieci dichiarano di svolgere un'attività piena di significato. Ma proprio nel settore con i punteggi più alti di realizzazione personale emergono criticità strutturali: la compatibilità con la vita privata presenta ampi margini di miglioramento, riferisce una ricerca pubblicata oggi.
Lo studio condotto dall'istituto di ricerca Sotomo ha analizzato il mercato del lavoro elvetico. Il settore della cura (assistenza, infermieristica e servizi socio-sanitari) guida la classifica della soddisfazione complessiva, con differenze trascurabili tra uomini e donne. Il fattore età, invece, incide: i lavoratori più anziani provano più spesso un senso di appagamento e orgoglio.
Quasi la metà degli occupati (47%) prova molto o moltissimo orgoglio nel proprio lavoro, e ancora una volta i profili sanitari raggiungono i valori più elevati. Anche nella percezione della sicurezza dell'impiego, il comparto medico e delle cure è ai primi posti, seguito dalle professioni sociali, dall'edilizia e dalla pubblica amministrazione.
Sul fronte dei bisogni la retribuzione non è il fattore centrale. Il 47% degli intervistati ha indicato l'equilibrio tra attività professionale e vita privata come priorità. A ruota seguono la varietà e la sfida professionale (44%) e la possibilità di fare del bene (38%). Lo stipendio si piazza solo al quarto posto. "Non è sufficiente che il lavoro abbia un senso: servono anche condizioni strutturali adeguate", affermano i ricercatori. Ed è proprio su questo fronte che gli addetti alla cura hanno fornito valutazioni meno positive: in particolare la conciliazione con la vita privata è un punto dolente.
L'indagine, condotta nel marzo 2026 su oltre 4.300 occupati e pensionati in Svizzera, è stata sostenuta dalle organizzazioni di settore Artiset, Spitex Svizzera e OdASanté, con il supporto della Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI).