Svizzera

UBS chiude il primo trimestre con utile netto oltre 3 miliardi di dollari

Utile +80% rispetto allo stesso periodo del 2025; integrazione di Credit Suisse in fase finale con risparmi e possibile bisogno di 22 miliardi

29 aprile 2026
|

UBS ha chiuso il primo trimestre dell'anno registrando un utile netto di 3,04 miliardi di dollari (2,40 miliardi di franchi al cambio attuale). Si tratta di un aumento dell'80% rispetto allo stesso periodo del 2025, nonché di una performance nettamente superiore alle aspettative.

Gli analisti si attendevano in media guadagni per 2,43 miliardi di dollari. Anche nei precedenti trimestri UBS era andata oltre le stime formulate alla vigilia dagli addetti ai lavori.

Il colosso bancario, si legge in una nota odierna, considera inoltre nella fase finale l'integrazione dell'ex concorrente Credit Suisse. Intende infatti completarla "in linea di massima" entro la fine del 2026. In questo ambito sono stati effettuati risparmi ulteriori per 0,8 miliardi. Nel corso del trimestre è stato portato a termine un passaggio cruciale, ovvero il trasferimento di tutti i conti in Svizzera - 1,2 milioni in totale - sulla piattaforma di UBS.

Da gennaio a fine marzo, l'utile prima delle imposte del leader elvetico del settore si è attestato a 3,84 miliardi (anch'esso +80%). Gli afflussi netti di capitali sono stati pari a 37 miliardi nella gestione patrimoniale globale.

I ricavi sono saliti del 13% a 14,24 miliardi, mentre le spese sono rimaste pressoché stabili a 10,33 miliardi. Il rapporto rettificato fra questi ultimi due indicatori, un dato chiave, è migliorato significativamente, stabilendosi al 70,2%.

Citato nel comunicato, il CEO Sergio Ermotti si è detto molto soddisfatto delle cifre ottenute. "Abbiamo conseguito un eccellente risultato finanziario e siamo in linea con i nostri obiettivi per il 2026", ha dichiarato il manager ticinese.

La banca rimane in effetti ottimista sulle prospettive per il resto dell'esercizio. I mercati dovrebbero continuare a mostrare un comportamento "sostanzialmente resiliente", riflettendo le aspettative di una soluzione diplomatica duratura al conflitto in Medio Oriente. Sebbene l'attività dei clienti rimanga "solida", i rischi permangono elevati e le circostanze potrebbero cambiare rapidamente, avverte comunque UBS.

Per quanto riguarda la questione dei requisiti patrimoniali, dopo i recenti inasprimenti preannunciati dal governo, l'istituto intende contribuire a un "dibattito basato sui fatti" in modo "costruttivo", ha precisato ancora Ermotti. Qualora le proposte del Consiglio federale venissero approvate dal Parlamento nella loro forma attuale, UBS prevede di necessitare di un capitale aggiuntivo pari a 22 miliardi.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali
Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni