Non pagheranno le famiglie, ma l’Italia sì? Nuovo scontro bilaterale dopo l’incontro tra Reynard e Cornado. Tajani: ‘L’Italia non pagherà’

Il presidente del Governo vallesano Mathias Reynard ha incontrato venerdì pomeriggio l’ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado. Fissato alcune settimane fa, l’incontro di lavoro aveva lo scopo di fare il punto sul dossier Crans-Montana. L’incontro è durato meno di un’ora. Poco dopo, Cornado ha dichiarato alle agenzie di stampa italiane che le discussioni hanno riguardato le copie delle fatture (per complessivi 108mila euro) inviate la scorsa settimana alle famiglie di quattro ragazzi italiani dall’Ospedale cantonale vallesano.
Tale comunicazione aveva suscitato “uno shock” tra gli interessati e perplessità su “chi pagherà” tali importi. Interpellato da Keystone-Ats, Reynard ha affermato, come già fatto in precedenza dal Cantone, che “i pazienti non dovranno pagare nulla”. I pazienti no, ma lo Stato italiano a quanto pare sì. In altre parole: la Svizzera chiederà verosimilmente all’Italia di saldare il conto. E i rapporti tra Roma e Berna si fanno di nuovo tesi. “Se questa ignobile richiesta dovesse essere formalizzata, annuncio fin da ora che l’Italia la respingerà al mittente e che non le darà alcun seguito. Confido nel senso di responsabilità delle autorità svizzere e mi auguro che la notizia si riveli del tutto infondata”, reagisce sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Cornado afferma di essere stato “chiaro” con Reynard: “L’Italia non pagherà le spese sanitarie per i feriti di Crans-Montana, di cui la Svizzera ha intenzione di chiedere il rimborso; il nostro Paese si è fatto carico della cura di due cittadini svizzeri, per settimane, in un caso, e per mesi, nell’altro, all’Ospedale Niguarda di Milano. Inoltre, la protezione civile della Valle d’Aosta ha partecipato ai soccorsi con un proprio elicottero nelle prime ore dopo la tragedia: c’è un principio di reciprocità che va rispettato”.
Reynard l’ha messa in questi termini: “Il Vallese coprirà, tramite il proprio centro Lavi, le spese non coperte dalle assicurazioni, poiché per noi l’unica cosa che conta è che le famiglie non debbano pagare nulla. Le altre questioni esulano dalla competenza del Cantone.”
Per uscire da questa impasse burocratica, oltre che diplomatica, rimane dunque una tortuosa strada amministrativa: ricorrere al Dipartimento federale dell’interno, competente in materia di salute, per tentare di concordare una soluzione a livello bilaterale dal punto di vista della reciprocità, che tenga conto anche degli impegni economici dell’Italia a favore della Svizzera.