Il Ministero pubblico ha emesso decreti d'accusa per ingiuria, diffamazione e minaccia; il caso apre il dibattito sulla perseguibilità dei like sui social
Il Ministero pubblico vallesano ha emesso decreti d'accusa contro nove persone in relazione a un post legato alla pagina Facebook dell'associazione svizzera Defend The Wolf, che si batte per la tutela dei lupi. Alcuni di loro sono stati sanzionati solamente per aver messo "mi piace" alla pubblicazione.
Il contenuto in questione prendeva di mira il granconsigliere vallesano ed esponente dell'UDC Grégory Logean, presidente dell'Associazione romanda per la regolazione dei grandi predatori (ARRGP). I nove decreti d'accusa sono stati emessi il 1° aprile, tra l'altro per ingiuria, diffamazione e minaccia, ha rivelato oggi Rhône FM.
In Vallese finisce così sotto i riflettori la questione della perseguibilità dei "like" espressi sulle reti sociali. Grégoire Rey, avvocato di uno dei prevenuti, riconosce che il post ha "superato i limiti", ma il suo assistito - che ha già annunciato di voler inoltrare ricorso - si è limitato a reagire con una semplice emoji.
Questa sanzione apre quindi un nodo giuridico, secondo il legale. Ai microfoni di Rhône FM, l'avvocato Rey ha voluto ricordare che in Svizzera la questione della perseguibilità di una semplice reazione sotto forma di un "mi piace" sui social non è ancora stata chiarita in modo preciso.
Dal canto suo, sempre ai microfoni della radio locale, il democentrista Logean si è detto "soddisfatto della svolta giudiziaria" e ha parlato di "un segnale molto importante" lanciato dalla magistratura, la quale ha dimostrato che non ci si può permettere "qualsiasi cosa nascondendosi dietro la tastiera o a uno schermo".