Le cinquanta più grandi imprese quotate in Svizzera hanno pagato l'anno scorso 563,8 milioni di franchi di imposte nel quadro dell'imposizione minima OCSE del 15%. Si tratta del doppio rispetto al 2024, ma di un dato ancora sotto le attese, secondo quanto comunicato oggi da Deloitte.
A farla da padrone sono i rami della farmaceutica, della tecnologia medica e delle banche, si legge nella nota della società di consulenza.
Deloitte ha sottolineato che il Consiglio federale prevede di ricavare da 1,5 a 3,5 miliardi di entrate dall'imposta minima dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) applicata alle multinazionali con un fatturato di almeno 750 milioni di euro, mentre altri paesi hanno ridimensionato le proprie aspettative. Secondo gli esperti le attese sono eccessive.
La società di consulenza sostiene fra l'altro la necessità di una riforma, poiché sia le imprese che le autorità fiscali sono confrontate a costi elevati a causa della complessità del dispositivo.
Secondo uno studio mondiale, condotto sempre da Deloitte, il 70% delle aziende interessate ha visto i propri costi legati all'imposizione minima superare i 500'000 dollari. Per il 25% dei casi le spese aggiuntive hanno superato il milione.