Svizzera

CF: multinazionali, estendere doveri di diligenza

2 aprile 2026
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Le multinazionali elvetiche devono rispettare i diritti umani e proteggere l'ambiente, restando al contempo competitive sia in Svizzera che all’estero.

Questa in sintesi l'essenza del controprogetto indiretto, che si orienta alla normativa europea Omnibus, all'iniziativa "Per grandi imprese responsabili", come ricordato oggi davanti ai media dal consigliere federale Beat Jans, inviata in consultazione dal Consiglio federale fino al 9 luglio prossimo.

La proposta di modifica costituzionale, simile per gli obiettivi perseguiti da un'analoga iniziativa bocciata sei anni fa in votazione popolare e che il Governo chiede di respingere, come sottolineato dal "ministro" di giustizia e polizia, prevede controlli e multe - proporzionali al fatturato - per i trasgressori degli obblighi di diligenza, nonché la possibilità per le persone danneggiate di adire i tribunali elvetici in vista di eventuali risarcimenti. Le PMI sono escluse da queste disposizioni.

Stesse regole per tutti

Alla luce degli sviluppi internazionali e del fatto che il tema è presente da tempo nel dibattito politico, col suo controprogetto l'Esecutivo intende regolare in una normativa particolare - legge federale sulla gestione sostenibile delle imprese (LGSI) - le disposizioni importanti che le società devono osservare nel quadro della loro attività commerciale in merito alla protezione dei diritti umani e dell’ambiente, ha affermato Jans.

La LGSI riprende insomma le regole consolidate di protezione dell’essere umano e dell’ambiente, orientandosi però alle norme internazionali rilevanti, in particolare quelle del nostro partner economico più importante, ossia l’Ue. Lo scopo? Fare in modo che, grazie a regole simili, le imprese svizzere possano rimanere competitive, evitando per quanto possibile doppioni e un'eccessiva burocrazia, quindi limitando i costi, ha sottolineato il consigliere federale socialista.

Chi è toccato

Analogamente all'Ue, la nuova legge prevede che, in futuro, le grandi aziende svizzere, ossia con un fatturato globale superiore a 1,5 miliardi di franchi e oltre 5 mila impieghi a tempo pieno, dovranno ottemperare a specifici obblighi di diligenza in materia di diritti umani e dell’ambiente. In concreto dovranno identificare sistematicamente i rischi e adottare le misure necessarie.

Questa regolamentazione interesserà circa 30 grandi società, ha ricordato Jans. Attualmente simili obblighi sono applicabili esclusivamente alle imprese - specie quelle attive nelle attività di estrazione, n.d.r - che presentano rischi nei settori sensibili del lavoro minorile e dei minerali originari di zone di conflitto.

Il Governo intende mantenere l’obbligo di presentare una relazione, per cui le imprese in questione continueranno a dover riferire in merito ai rischi nei settori dell’ambiente, delle questioni sociali - comprese quelle in materia di personale - e dei diritti umani nonché della lotta alla corruzione e dei provvedimenti adottati per contrastarla. Le nuove misure si applicheranno tuttavia soltanto alle grandi imprese, ma non alle PMI; riguarderanno circa 100 imprese - 450 milioni di fatturato e 1000 impieghi a tempo pieno - con sede in Svizzera invece che le attuali 200 imprese. Esse dovranno però fare verificare le loro relazioni da una società di revisione esterna.

Al fine di garantire l’adempimento degli obblighi di diligenza e di presentare una relazione nei settori dei diritti umani e dell’ambiente, le società in questione saranno oggetto di un controllo. A tale riguardo proponiamo di affidare questo compito all’Autorità federale di sorveglianza dei revisori, ha specificato il consigliere federale basilese.

Responsabilità

Per quanto riguarda il capitolo della responsabiltà, secondo il diritto vigente un’impresa che a causa di una mancanza di diligenza causa un danno a qualcuno è responsabile in virtù delle disposizioni generali sulla responsabilità del Codice delle obbligazioni (CO).

Per motivi di certezza giuridica e nell'intento di aumentare la protezione delle persone interessate, il Consiglio federale intende disciplinare esplicitamente nella LGSI la questione della responsabilità delle società madri svizzere, ha affermato il "ministro" basilese.

Per consentire una discussione il più possibile ampia, proponiamo due varianti, ha aggiunto. Con la prima, la responsabilità è disciplinata esplicitamente nella LGSI e prevede che la società madre debba assumere la responsabilità per le sue filiali all’estero se il danneggiato può dimostrare alla società madre una violazione dell’obbligo di diligenza.

La seconda variante stabilisce nella LGSI che, in caso di danni, vadano applicate le disposizioni generali sulla responsabilità del CO. Entrambe le varianti comprendono l’obbligo di svolgere sempre una procedura speciale di conciliazione in Svizzera prima di avviare un eventuale procedimento giudiziario allo scopo di evitare eccessive lungaggini con i relativi costi, ha puntualizzato Jans.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni