Svizzera

CF: armi nucleari, respingere iniziativa per proibizione

1 aprile 2026
|

L'adesione della Svizzera al Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW) sarebbe un atto puramente simbolico, che non contribuirebbe al raggiungimento dell'obiettivo. Potrebbe rivelarsi addirittura dannoso per la sicurezza del Paese. È quanto ritiene il Consiglio federale, raccomandando a popolo e Cantoni di respingere l'Iniziativa per la proibizione delle armi nucleari.

Quest'ultima - denominata in extenso "Per l'adesione della Svizzera al Trattato delle Nazioni Unite sulla proibizione delle armi nucleari" - chiede che l'adesione della Svizzera al TPNW sia sancita in maniera vincolante dalla Costituzione federale, obbligando il Governo a ratificarlo.

Il TPNW, entrato in vigore nel 2021, si prefigge la completa messa al bando delle armi nucleari in virtù del diritto internazionale, vietandone lo sviluppo, la fabbricazione, il possesso, il trasferimento, l'utilizzo e la minaccia di farvi ricorso. Il suo scopo è riuscire ad abolire del tutto le armi nucleari.

Non è lo strumento adeguato

In una nota, il Governo sottolinea che ne condivide l'obiettivo, ma non lo ritiene lo strumento adeguato per raggiungerlo e già nel 2018 aveva deciso di non aderirvi. Dato il contesto attuale, "l'adesione della Svizzera al TPNW non può concorrere in modo concreto al disarmo nucleare, poiché nessuno degli Stati militarmente nucleari, né tanto meno i rispettivi alleati militari, vi hanno aderito".

Gli Stati parte sono attualmente 74, prosegue il Consiglio federale, ricordando che in Europa vi figurano Austria, Irlanda, Malta, San Marino e la Santa Sede. Dato che i più importanti partner della Svizzera in materia di politica di sicurezza lo rifiutano, a suo avviso aderirvi renderebbe più difficile la cooperazione in questo settore con importanti Paesi partner e limiterebbe la capacità d'azione di Berna in politica estera.

Considerato poi che l'adesione sarebbe sancita a livello costituzionale, nel lungo periodo verrebbe limitata la flessibilità della politica estera e di sicurezza svizzera, rileva il Governo.

Altre strade da percorrere

Secondo il Consiglio federale, il quadro più efficace per compiere progressi sostanziali nel disarmo e nella riduzione dei rischi è quello del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), entrato in vigore nel 1970 e cui hanno aderito - oltre alla Svizzera - 190 Stati. Esso è considerato la pietra angolare dell'ordine nucleare internazionale e si basa su tre principi interdipendenti: la non proliferazione delle armi nucleari, il disarmo nucleare e l'uso pacifico dell'energia nucleare.

Impone agli Stati privi di armi nucleari di impegnarsi a non acquistarne, a quelli militarmente nucleari a non trasmettere tecnologie o materiali e a smantellare gradualmente i propri arsenali. Il trattato garantisce allo stesso tempo a tutti gli Stati il diritto all'uso civile dell'energia nucleare, soggetto a rigorosi controlli internazionali da parte dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA).

In conclusione, il Governo afferma che pur non avendo aderito al TPNW, la Svizzera partecipa alle Conferenze delle Parti in qualità di Paese osservatore e si impegna attivamente per un mondo senza armi nucleari e per la non proliferazione nucleare nel quadro del TNP.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali
Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni