La tenuta di un dibattito politico a scuola persegue finalità formative, tanto più se organizzato prima di elezioni. Vietare questi dibattiti prima di un voto, come aveva fatto una scuola professionale del canton Vaud, costituisce una violazione della libertà di riunione e di opinione. Lo ha stabilito il Tribunale federale (TF).
Nell'agosto 2023, una direttiva cantonale era stata inviata alle sedi scolastiche per evitare qualsiasi dibattito elettorale nelle 10 settimane precedenti le elezioni federali previste per quell'autunno. Uno studente del Centro professionale del Nord-Vaudois, che aveva voluto organizzare un dibattito con diversi candidati, aveva ricevuto un rifiuto dalla sua scuola, che aveva fatto riferimento a tale direttiva cantonale.
L'apprendista ha fatto ricorso fino al Tribunale federale, che gli ha dato ragione in una sentenza pubblicata oggi. Oltre al fatto che un dibattito contraddittorio tenuto in una scuola persegue uno scopo formativo, esso permette di esercitarsi alla libera formazione della volontà dei cittadini e quindi all'esercizio dei diritti politici.
Il TF si è concentrato sulla liceità di un divieto relativo, ossia durante un certo periodo prima delle elezioni. Il divieto mirava, secondo la scuola vodese, a evitare qualsiasi "caccia ai voti". I giudici di Mon Repos hanno sconfessato la direttiva scolastica: voler convincere è alla base stessa del dibattito politico.
Inoltre, i giovani che seguono corsi in una sede scolastica e hanno raggiunto la maggiore età civica sono in grado di formarsi un'opinione politica. Di conseguenza, un tale divieto rappresenta "un pregiudizio sproporzionato" ai diritti fondamentali quali le libertà di riunione e di opinione, ha ritenuto il TF.
In risposta a questa sentenza, il canton Vaud ha dichiarato di prendere atto della decisione del TF. Di conseguenza, le direzioni generali dell'insegnamento obbligatorio e post-obbligatorio hanno modificato le loro direttive.
D'ora in poi, i dibattiti politici saranno "sottoposti sistematicamente all'autorizzazione delle direzioni delle sedi scolastiche." Queste direzioni dovranno prendere la loro decisione in base ai criteri stabiliti sia dal TF sia dalla scuola vodese, ossia: "rappresentare la più ampia diversità possibile di persone e partiti e svolgersi in presenza di una moderazione adeguata, che preveda tra l'altro tempi di parola equilibrati", precisano le autorità vodesi in una nota. Queste misure dovranno essere "particolarmente rafforzate" nei periodi precedenti le elezioni.
Per il canton Vaud, il rafforzamento dell'educazione alla cittadinanza "è e rimane una priorità" all'interno della scuola. "I dibattiti politici che vi contribuiscono potranno così svolgersi nelle migliori condizioni possibili e nell'interesse degli studenti", si legge ancora nel comunicato.
(sentenza 1C_208/2025 del 25 febbraio 2026)