In Svizzera il 90,1% dei giovani di 25 anni possiede un diploma di livello secondario II. L'obiettivo fissato da Confederazione e Cantoni nel 2011 era di arrivare al 95%, ma invece di crescere questa quota è diminuita. È quanto emerge dall'ultimo Rapporto sul sistema educativo, pubblicato oggi e stilato ogni quattro anni.
Al secondario II appartengono titoli di studio come l'attestato federale di capacità, la maturità liceale o il diploma di una scuola come quella cantonale di commercio in Ticino.
Nel 2016 era stato raggiunto il 91,5% di titoli conseguiti, è stato rilevato oggi in una conferenza stampa a Berna alla quale erano presenti il presidente della Confederazione Guy Parmelin e quello della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE), il consigliere di Stato vallesano Christophe Darbellay.
Quest'ultimo ha motivato il calo registrato negli ultimi anni con il fatto che la formazione professionale è ancora considerata poco attraente in Romandia, dove il tasso si attesta tra l'85 e il 92%, mentre nella Svizzera tedesca si situa tra il 92 e il 96%. In Ticino siamo poco sopra al 90%, mentre nei Grigioni vicino al 93%.
La diversa considerazione della formazione professionale è evidente nel suo cantone, il Vallese, ha proseguito Darbellay: a Monthey, nella parte francofona, la percentuale di venticinquenni con un diploma di scuola secondaria II raggiunge l'82%, mentre a Visp, nella parte germanofona, il 98%.
"Dobbiamo ancora fare molto lavoro di persuasione affinché i genitori capiscano che la formazione professionale può essere la strada migliore", ha aggiunto Parmelin.
Confederazione e i Cantoni non sono soddisfatti nemmeno del numero di abbandoni universitari. "Attualmente la percentuale di interruzioni rimane costante a livelli elevati: circa il 24% dei nuovi iscritti non consegue il bachelor entro otto anni dall'inizio degli studi", si legge in una nota.
Dopo un primo esame del rapporto, Parmelin e Darbellay hanno sottolineato che gli obiettivi comuni di politica educativa sono comunque a lungo termine e si valuterà se siano necessarie misure aggiuntive o nuovi obiettivi.