Vendite diffuse sulle principali piazze, petrolio e gas in rialzo, rendimenti e spread in aumento; euro in calo sul dollaro
Ancora una seduta sotto pressione per le Borse. Già un'indicazione era arrivata dall'Asia con le vendite che hanno piegato le piazze di Giappone e Corea del Sud, che, insieme all'India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali.
A contribuire è l'ennesima escalation nella guerra che vede coinvolti Stati Uniti, Israele e Iran e che alimenta ulteriori tensioni nell'area del Golfo Persico. A questo si aggiungono le persistenti preoccupazioni che l'aumento dei prezzi del petrolio possa alimentare un'inflazione globale più tenace, accompagnata da una politica più restrittiva da parte delle banche centrali.
Milano cede il 2,5%, Francoforte l'1,8%, Parigi l'1,49%, Londra l'1,55%, Madrid il 2,25% e Zurigo l'1,56%. L'indice d'area del Vecchio Continente lascia sul terreno l'1,7% con l'immobiliare e gli industriali tra i più pesanti.
Il petrolio avanza con il WTI che lima a 99 dollari con un rialzo dell'1,2%. Il Brent guadagna l'1% oltre 113 dollari al barile. Anche il gas è in allungo con i TTF che salgono del 5% a 62,3 euro al megawattora. L'oro conferma il calo a 4.265 dollari l'oncia (-8,3%) mentre l'argento cede il 10% a 63,9 dollari.
In questo contesto, sono sempre in rialzo i rendimenti dei titoli di Stato con il decennale italiano che si conferma oltre il 4%. Lo spread tra Btp e Bund è a 98,5 punti, sempre sui massimi da giugno scorso.
Sul fronte dei cambi il dollaro si apprezza sull'euro. La moneta unica passa di mano a 1,1526 sul biglietto verde.