Svizzera

Relatore Ue critica progetto di tassa sul transito in Svizzera

Christophe Grudler parla di risposta inadeguata e avverte rischio effetto domino; propone soluzioni coordinate e trasferimento del traffico su ferrovia

20 marzo 2026
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Il progetto di tassa sul traffico di transito attraverso la Svizzera, che dopo il Consiglio degli Stati è stato approvato ieri anche dal Nazionale, suscita critiche nell'UE. Il deputato al parlamento europeo Christophe Grudler, relatore per la Svizzera all'eurocamera, chiede una soluzione coordinata.

I piani per una tassa per gli automobilisti che attraversano la Confederazione da confine a confine senza fermarsi, trasmessi al Consiglio federale dopo il voto di ieri, scaturiscono da una mozione del consigliere agli Stati Marco Chiesa (UDC/TI).

Per la maggioranza dei deputati (173 voti a favore dell'atto parlamentare del ticinese, tredici contrari) è necessario intervenire affinché il sovraccarico della rete viaria nazionale venga ridotto con l'introduzione di una tassa in funzione delle condizioni di traffico.

Il progetto è una "risposta inadeguata" a un "problema reale", indica il deputato di Renew Europe (gruppo politico di orientamento liberale collocato al centro dello schieramento politico) in un comunicato diramato oggi. Colonne si verificano in tutta l'area alpina - in Svizzera, in Austria, in Francia e in Italia - con conseguenze dirette sulla qualità della vita, constata il francese.

Poiché il progetto è rivolto al traffico di transito, di fatto sono interessati principalmente gli automobilisti stranieri. "Farne dei capri espiatori non porterà a una drastica riduzione delle colonne", scrive Grudler. Il relatore per la Svizzera ha inoltre messo in guardia da un effetto domino: esiste il rischio che anche i paesi confinanti con la Confederazione adottino misure simili. Secondo Grudler, il 40% degli svizzeri si reca in vacanza in auto.

Il deputato si esprime quindi piuttosto per soluzioni alternative, come ad esempio un ulteriore trasferimento del traffico dalla strada alla ferrovia.

Ieri, a nome del Consiglio federale, il capo del Dipartimento federale dei trasporti (DATEC) Albert Rösti si è espresso contro il progetto. Dal punto di vista puramente giuridico, ha affermato, il progetto sarebbe compatibile con gli accordi tra la Svizzera e l'UE. Tuttavia, resta da vedere quale sarà la reazione politica di Bruxelles, ha detto.