Malgrado il pollice verso del Governo, iIl Consiglio nazionale svizzero approva la sua. La palla passa ora agli Stati.

Il Consiglio nazionale svizzero ha approvato una proposta di legge che prevede l'introduzione di una tassa di 50 franchi per le cure in pronto soccorso, lasciando ai Cantoni la discrezione di applicarla. La decisione è stata presa con un voto di misura, 96 favorevoli contro 91 contrari, e tre astenuti, nonostante l'opposizione del Governo. Il progetto, elaborato dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità, mira a ridurre il sovraccarico dei pronto soccorso, spesso affollati per casi di lieve entità.
La proposta trae origine da un'iniziativa parlamentare del 2017 e prevede che la tassa si applichi a tutti i pazienti, indipendentemente dal trattamento ricevuto, con numerose eccezioni. Secondo Patrick Hässig dei Verdi liberali, non pagheranno la tassa coloro che arrivano con un'indicazione scritta di un medico, una farmacia, un centro di telemedicina o tramite un numero cantonale per le urgenze. Esentati anche le donne incinte, i bambini e chi arriva in ambulanza. Tuttavia, l'esclusione per residenti in case di cura o per emergenze psichiatriche è stata respinta.
La tassa si applicherà solo agli assicurati obbligatoriamente coperti dall'assicurazione sanitaria, una volta raggiunta la franchigia annuale. I Cantoni potranno decidere autonomamente se adottare la misura, mentre un'applicazione nazionale è stata scartata.
Il dibattito è stato acceso, con il sostegno di Udc, Plr e Verdi liberali, mentre sinistra e Centro si sono opposti. Lorenz Hess del Centro ha sottolineato lo scetticismo dell'87% dei partecipanti alla consultazione, mentre Andreas Glarner dell'Udc ha difeso la necessità di un costo per il servizio offerto. Valérie Piller Carrard del Ps ha criticato la proposta come inefficace e svantaggiosa per chi soffre di patologie croniche, mentre Kris Vietze del Plr ha respinto le accuse di eccessiva burocrazia.
La ministra della sanità, Elisabeth Baume-Schneider, ha espresso simpatia per gli obiettivi del progetto, ma ha dubitato della sua efficacia, sottolineando che lasciare ai Cantoni la libertà di scelta è incompatibile con il sistema attuale. Ha anche evidenziato che, in orari marginali e nei fine settimana, il pronto soccorso è spesso l'unico punto di accesso all'assistenza medica, come già rilevato dal Consiglio federale lo scorso agosto.