Respinta la proposta di non entrata per 33 voti a 8; la maggioranza parla di reinserimento e risparmio sui costi sociali, i critici temono rischi per i creditori
Alle persone sovraindebitate dovrebbe essere concessa una seconda opportunità di tornare a vivere in modo indipendente. Dopo il Consiglio nazionale, oggi il Consiglio degli Stati ha deciso di trattare il dossier, respingendo per 33 voti a 8 una proposta di non entrata nel merito di Pirmin Schwander (UDC/SZ).
Secondo la maggioranza del plenum, che ha seguito la sua commissione, troppe persone restano intrappolate per tutta la vita nella spirale dell'indebitamento. In Svizzera si contano migliaia di casi di questo tipo. Una situazione che può colpire chiunque, hanno sostenuto diversi oratori, a causa di un divorzio, di un licenziamento, di una malattia.
Diversi oratori hanno inoltre sottolineato che, a differenza delle persone giuridiche, le persone fisiche non hanno attualmente la possibilità di ricominciare da capo.
Per i critici, invece, molte delle persone interessate sono responsabili della loro situazione finanziaria: i contratti devono essere rispettati e anche chi è indebitato deve farlo. A nome anche dell'Unione svizzera delle arti e mestieri di cui è presidente, il "senatore" Fabio Regazzi (Centro/TI) ha sostenuto che il progetto di legge contiene diversi punti critici che lo rendono indigesto. C'è il pericolo che i creditori di terza classe rimangano con un palmo di mano. A detta dell'imprenditore locarnese, si tratta di un progetto di politica sociale, non economica.
Il "ministro" di giustizia e polizia Beat Jans ha sostenuto invece la bontà del progetto governativo le cui implicazioni economiche sono chiare giacché a causa di questi casi le autorità pagano un doppio prezzo: perdono gettito fiscale e pagano l'assistenza sociale. Anche le casse malattia ne escono perdenti.
Secondo Jans, il progetto non rappresenta un regalo a chi è sovraindebitato, bensì un mezzo per fare in modo che queste persone possano risollevarsi contribuendo in futuro alla società. Già oggi, ha aggiunto, nella maggior parte dei casi i creditori ricevono poco o nulla quando hanno a che fare con una persona non più in grado di ottemperare ai suoi obblighi.