Svizzera

Il Consiglio degli Stati approva riforma per sovraindebitati

Il progetto di legge offre una seconda opportunità a chi è in difficoltà economica, ma ritorna al Nazionale per divergenze.

16 marzo 2026
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Il Consiglio degli Stati ha approvato un progetto di legge che mira a offrire una seconda opportunità alle persone sovraindebitate, permettendo loro di tornare a vivere in modo indipendente. La decisione è stata presa con 32 voti favorevoli e 7 contrari. Tuttavia, il dossier dovrà tornare al Consiglio nazionale a causa di alcune divergenze emerse.

In precedenza, una proposta di non entrare nel merito del progetto, avanzata da Pirmin Schwander (UDC/SZ), era stata respinta con 33 voti contro 8. I critici del disegno di legge sostengono che molte persone sono responsabili della propria situazione finanziaria e che i contratti devono essere rispettati, anche da chi è indebitato.

Fabio Regazzi (Centro/TI), presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri, ha espresso preoccupazioni riguardo al progetto, definendolo più un'iniziativa di politica sociale che economica. Ha sottolineato il rischio che i creditori di terza classe possano rimanere senza compenso.

La maggioranza del Consiglio degli Stati ha invece evidenziato come molte persone restino intrappolate nella spirale dell'indebitamento a causa di eventi imprevisti come divorzi, licenziamenti o malattie. A differenza delle persone giuridiche, le persone fisiche attualmente non hanno la possibilità di ricominciare da capo.

Il "ministro" di giustizia e polizia, Beat Jans, ha difeso il progetto governativo, sottolineando che le sue implicazioni economiche sono chiare: le autorità perdono gettito fiscale e devono sostenere costi di assistenza sociale. Anche le casse malattia ne risentono.

Jans ha precisato che il progetto non è un regalo per i sovraindebitati, ma un mezzo per permettere loro di risollevarsi e contribuire alla società. Attualmente, i creditori spesso ricevono poco o nulla da chi non può più adempiere ai propri obblighi.

La riforma prevede che le persone sovraindebitate possano dichiarare fallimento e vedere i propri debiti cancellati dopo tre anni, a condizione che vivano con il minimo vitale e destinino il resto del reddito ai creditori. Tuttavia, il Parlamento ha introdotto misure per evitare abusi, limitando la possibilità di ricorrere a questa procedura a una sola volta nella vita.

Inoltre, il Consiglio degli Stati ha stabilito che il debitore dovrà restituire i creditori entro vent'anni dalla chiusura della procedura se riceve un'eredità, vince alla lotteria o riceve una donazione. Il Consiglio nazionale non ha posto limiti di tempo per la restituzione.