Svizzera

"Occorrerebbe aumentare età pensionamento, ma politica si nasconde"

11 marzo 2026
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Aumentare l'età di pensionamento sarebbe un passo logico, ma la classe politica non ha il coraggio di affrontarlo: a tracciare tale bilancio, nel suo commiato dopo quindici anni alla guida della previdenza per la vecchiaia, è Colette Nova, vicedirettrice uscente dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), che mette in guardia anche dal rischio di procrastinare il finanziamento della 13esima AVS.

"Naturalmente dovremmo aumentare l'età pensionabile", afferma la 65enne in un'intervista pubblicata oggi dalla Neue Zürcher Zeitung (NZZ). "Tutto parla a favore: viviamo più a lungo e siamo più sani, la vita lavorativa è meno faticosa", aggiunge l'ex sindacalista. Un ritocco verso l'alto dell'età "risolverebbe molti problemi e aumenterebbe la prosperità: le rendite delle casse pensioni aumenterebbero". Eppure, constata, "dubito che il parlamento riuscirà a compiere questo passo nel prossimo futuro: tutti si nascondono dietro presunte parole magiche come 'flessibilizzazione' perché sanno quanto sia impopolare un aumento dell'età di pensionamento".

"L'AVS è già relativamente flessibile, si può andare in pensione gradualmente a partire dai 63 anni", prosegue. "Sarebbe pensabile, per le persone con redditi bassi, di ridurre meno le rendite se andassero in pensione anche in futuro a 65 anni", spiega. La dirigente al termine della sua carriera professionale mette però in guardia da soluzioni troppo complesse: "L'AVS è un'assicurazione popolare, le soluzioni individuali per singoli gruppi professionali o settori non hanno qui alcuno spazio. Altrimenti sovraccarichiamo il sistema e dobbiamo introdurre una burocrazia enorme". Il luogo giusto per regolamentazioni specifiche, secondo Nova, è la previdenza professionale, il secondo pilastro.

Rispetto all'ipotesi di modelli alternativi come quello della cosiddetta vita lavorativa, cioè il conteggio degli anni professionali, l'esperta frena ulteriormente. "L'idea è allettante a prima vista. Ma a un secondo sguardo, emergono domande spinose. Come vogliamo definire cosa conta come anno lavorativo?" si chiede, evidenziando le difficoltà nel determinare i periodi di lavoro, i redditi e le percentuali di impiego. "Ritenere di poter creare giustizia in questo modo nell'AVS è un errore. E ci vorrebbe una microgestione con infiniti dati su tutti noi".

Oltre al nodo dell'età di pensionamento, l'ex giurista dell'Unione sindacale svizzera (USS) si sofferma sull'emergenza più immediata: il finanziamento della 13esima rendita AVS, voluta dal popolo ma ancora priva di copertura. "La 13esima AVS deve essere versata quest'anno per la prima volta e questo comporta una spesa aggiuntiva di quattro miliardi di franchi all'anno", ricorda. "Il parlamento ha già perso così tanto tempo che un finanziamento supplementare potrebbe entrare in vigore al più presto nel 2028. Con un po' di fortuna, l'AVS può superare il primo anno con i rendimenti degli investimenti, ma a lungo termine è impossibile, le spese aggiuntive sono troppo elevate". Le proiezioni parlano chiaro: "Gli scenari della Confederazione mostrano che, in caso di rallentamento economico, il fondo AVS potrebbe essere completamente esaurito già tra circa dieci anni".

Nova critica la posizione di chi, come i partiti borghesi, vorrebbe rinviare il problema alla prossima riforma del 2030. "È pericoloso. Pagare la 13esima rendita per quattro anni costa all'AVS 17 miliardi di franchi. E chi garantisce che la prossima riforma avvenga così rapidamente e venga accettata dal popolo?", si interroga. "Se dovesse fallire - come tante riforme dell'AVS prima - si rischia una spirale discendente: il fondo AVS dovrebbe vendere investimenti di capitale per garantire la liquidità. I rendimenti calerebbero, le riserve si ridurrebbero ancora più velocemente. Non dovremmo correre questo rischio. È molto più costoso riempire successivamente il Fondo. Non dimentichiamo cosa è successo con l'assicurazione invalidità: quando un'opera sociale è in deficit, è subito troppo tardi", conclude.