Quasi quaranta paesi riuniti con USA, Cina e von der Leyen; assente la Russia, summit in partenariato con l'AIEA con obiettivo tabella di marcia al 2050
Contribuire al rilancio del nucleare civile: questo l'obiettivo del secondo vertice internazionale sul tema che oggi vede riuniti alla Seine Musicale di Boulogne-Billancourt, alle porte di Parigi, i rappresentanti di una quarantina di paesi.
Per la Svizzera è a Parigi il consigliere federale Albert Rösti, titolare del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC).
Organizzato dalla Francia, una delle principali potenze atomiche al mondo (con 57 reattori nucleari), il summit vede anche la partecipazione di emissari di USA e Cina, oltre alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Non parteciperà invece la Russia, altro colosso del settore, a causa della guerra in Ucraina.
Dopo una prima edizione a Bruxelles lo scorso anno, l'incontro, in partenariato con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) per un'energia sicura e accessibile a tutti, si apre in un contesto di forti tensioni legate alla guerra in Medio Oriente.
Caduto in disgrazia dopo l'incidente di Fukushima, nel 2011, l'atomo civile torna a suscitare rinnovato interesse a livello globale, sospinto da necessità di sovranità energetica e dalla ricerca di produzione di energia a basse emissioni di CO2 per lottare contro i cambiamenti climatici.
Oggi il nucleare rappresenta il 10% dell'elettricità prodotta nel mondo, con 450 reattori in una trentina di paesi. Ma da qualche anno "una quarantina di (altri) paesi hanno espresso un fermo interesse", ha detto ieri il direttore generale dell'AIEA Rafael Grossi, citando il Sudafrica e l'Argentina.
Tra gli obiettivi del summit, "identificare le misure pratiche necessarie alla loro introduzione e stabilire una tabella di marcia per il 2050". Forte della sua leadership in materia nucleare, la Francia spera di contribuire all'affermazione di una "nuova dinamica", nel solco della dichiarazione della COP28 di Dubai, che punta a triplicare le capacità atomiche civili entro il 2050.
"Il contesto geopolitico globale e le crescenti tensioni geoeconomiche, come dimostrano gli attuali eventi in Medio Oriente, ci inducono a ripensare i nostri modelli energetici, che devono essere in grado di coniugare decarbonizzazione, occupazione e sovranità energetica", afferma il presidente francese Emmanuel Macron nel messaggio introduttivo pubblicato nella cartella stampa del vertice.
Intanto la portavoce del governo Maud Bregeon, intervistata da France 2, ha confermato che, a margine della Conferenza internazionale sul nucleare civile, i ministri dell'energia del G7 si riuniranno oggi per "progredire" sulla questione dei prezzi del petrolio nel contesto della guerra in Medio Oriente. Secondo fonti vicine a Bregeon, la riunione è in programma nel pomeriggio; il luogo è ancora da precisare. La Francia detiene attualmente la presidenza di turno del G7.
Sempre per la giornata di oggi, Italia, Germania e Belgio, a quanto si apprende da più fonti europee, hanno convocato una riunione tra leader in videoconferenza per fare il punto su semplificazione e energia, anche alla luce della nuova crisi dei prezzi causata dal conflitto in Medio Oriente. L'orario di inizio e il numero totale dei paesi partecipanti non sono per ora stati comunicati.