Come previsto alla vigilia del voto il controprogetto è stato largamente accolto, l'iniziativa respinta

Il popolo svizzero vuole più chiarezza nella Costituzione federale in materia di franco, monete e banconote, ma preferisce che le disposizioni siano vergate dai professionisti, più che dai dilettanti: è questa, in estrema sintesi, l'indicazione che emerge dal voto sull'argomento probabilmente meno dibattuto fra i quattro oggi in votazione federale, ma di un'importanza di per sé non secondaria, perlomeno sul piano simbolico.
Per gli svizzeri – che attraverso i sondaggi hanno mostrato più volte il loro attaccamento alla possibilità di pagare con il portafogli, sebbene nella pratica siano sempre più diffuse le modalità digitali – si trattava di decidere su due testi che erano molto simili: l'iniziativa popolare "Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà)" e il controprogetto diretto (decreto federale concernente l'unità monetaria svizzera e l'approvvigionamento in numerario).
Visto che sul principio vi era un largo consenso la partita si è giocata sulle sfumature. Per gli iniziativisti era importante parlare di "franco svizzero", per il Consiglio federale bastava "franco": i primi ricordavano però che esiste anche il franco CFA; usato in diversi paesi africani. E ancora: l'iniziativa parlava di "monete e banconote", il controprogetto di "numerario": secondo gli iniziativisti con quest'ultimo termine si rischiava però di includere, in un futuro nemmeno troppo lontano, una moneta digitale.
Vedendo la propria giacchetta tirata da una parte e dell'altra quello che nel linguaggio politico elvetico viene spesso definito "il sovrano" ha preso una decisione chiara: nel dubbio si è fidato dell'autorità e l'iniziativa ha quindi subito la sorte a cui vanno incontro nove iniziative su dieci in Svizzera.
Le bocce non sono ancore ferme (mancano i dati di due comuni friburghesi), ma la situazione è chiara: il controprogetto è stato largamente accolto, l'iniziativa respinta. Se entrambi i progetti fossero stati approvati la questione sarebbe stata decisa dalla domanda risolutiva, che è pure stata posta ai votanti: anche in questo caso non ci sarebbe stata storia, con la versione del governo e del parlamento ampiamente preferita a quella degli iniziativisti.
Tutti i cantoni hanno approvato il controprogetto, con percentuali che vanno dal 62,8% del Giura al 76,1% di Basilea Città, nonché con il Ticino al 69,0% e i Grigioni al 71,3%. L'iniziativa è stata per contro accolta in solo otto regioni (forse si aggiungerà Friburgo: al momento il sì è in vantaggio), con i più convinti nel Giura (61,7%) e a Neuchâtel (59,3%), mentre nel canton Uri la differenza è stata fatta da sole 4 schede; anche il Ticino (58,8%) ha approvato l'idea, mentre i Grigioni (44,0%) l'hanno rifiutata.
Nella Costituzione federale entra quindi il franco, riconosciuto come valuta elvetica, come pure il termine "numerario", parola che definisce la moneta metallica e cartacea avente corso legale in uno stato: la Banca nazionale svizzera (BNS) dovrà garantirne l'approvvigionamento. Sono solo due righe, che non hanno nessun effetto pratico: tutto era già regolato a livello di legge. Ma il popolo ha comunque riconosciuto una certa necessità di agire, seguendo quindi lo spirito dell'iniziativa promossa dal Movimento svizzero per la libertà (MSL), organizzazione fondata nel 2018 che come si ricorderà è stata anche già all'origine dell'iniziativa "per la libertà e l'integrità fisica": lanciata durante il periodo del Covid, chiedeva in particolare che non venisse ammesso un obbligo di vaccinazione, una proposta affossata nel giugno 2024 con quasi il 74% di voti contrari.
Oggi è stata respinta la seconda iniziativa MSL, ma per gli interessati la domenica ha un sapore alquanto diverso. "È una vittoria, è una vittoria per il popolo", afferma Richard Koller, il principale attivista all'origine del testo. "Il popolo ha chiaramente detto: noi vogliamo il denaro contante nella Costituzione", argomenta alla luce del sì al controprogetto.
"Con un'iniziativa popolare non si perde mai, al limite non si vince del tutto", sostiene il 65enne. "È anche una vittoria per la democrazia diretta, ci siamo presentati senza partiti, eravamo un piccolo team", prosegue. "È meraviglioso quello che avviene in Svizzera, il fatto che così poche persone con così tanto entusiasmo abbiano potuto lanciare un'iniziativa popolare che ha portato all'inserimento di un passo importante nella Costituzione".
"Sono molto contento che l'iniziativa sia stata respinta", replica il consigliere nazionale Beat Flach (PVL/AG). "L'iniziativa chiedeva che la Confederazione avrebbe determinato la quantità di denaro disponibile: con questa disposizione saremmo finiti in un'enorme inflazione", chiosa il 61enne. "Il controprogetto ha iscritto nella Costituzione ciò che già oggi era presente nella legge: questo va bene, non ci sarà un grande effetto. Oggi c'erano un paio di altre votazioni più importanti per il nostro paese", aggiunge.
Va notato che il partito dei Verdi liberali era l'unico che si opponeva al controprogetto, ritenendolo inutile. La campagna di votazione è stata però molto poco effervescente: basti pensare che in pratica non si è formato alcun comitato contrario, né all'uno né all'altro dei testi in votazione. Per quanto riguarda l'iniziativa, era osteggiata da quasi tutte le formazioni politiche: PS, Verdi, Centro, Verdi Liberali e PLR si battevano infatti per il no, solo UDC e Unione democratica federale avevano raccomandato il sì.
Ora si guarda ai prossimi passi. Giusto inserire disposizioni sul denaro contante nella Costituzione, ma non bisogna farsi illusioni riguardo all'effetto che avrà la normativa, sostiene il consigliere nazionale Ueli Schmezer (PS/BE), uno che di soldi se ne intende, essendo stato per decenni un giornalista molto conosciuto di Kassensturz, la trasmissione per i consumatori della televisione svizzero tedesca SRF. "Dobbiamo fare attenzione a non dare false speranze alla gente", mette in guardia il 64enne. "Non significa che tra 15 anni potremo ancora pagare ovunque con il contante: ma trovo positivo che si inserisca nella Costituzione il testo del controprogetto". Sempre più persone pagano in modo digitale e non più in contanti, ad esempio via Twint, e anche Schmezer vede questo fenomeno in modo critico. "Il potere passa a chi ha carte e app di pagamento", si rammarica.
Il tema è peraltro lungi dall'essere archiviato: il consigliere nazionale Rino Roland Büchel (UDC/SG) intende presentare nella corrente sessione parlamentare una proposta più articolata, che chiede misure precise: nel settore pubblico, nei servizi pubblici e negli spazi pubblici dovrà essere mantenuta un'infrastruttura che permetta di pagare realmente con monete e banconote.
L'idea trova sostegno anche in altri partiti: secondo il collega di Nazionale Oliver Feller (PLR/VD) non appena lo stato è coinvolto il contante deve essere accettato: il segretario generale della Federazione immobiliare romanda cita a questo proposito il trasporto pubblico. Secondo il 52enne i privati che offrono merci o servizi dovrebbero invece poter decidere autonomamente sul tema.