Accordo bilaterale prevede aiuti a fondo perso e acquisti da aziende svizzere secondo la legislazione sugli appalti per mobilitare investimenti privati
Il processo di ricostruzione dell'Ucraina richiede un maggiore coinvolgimento delle aziende private, in particolare nei settori dell'energia e delle infrastrutture. Partendo da questa constatazione, il Consiglio federale ha trasmesso oggi al Parlamento un messaggio relativo a un accordo bilaterale siglato lo scorso luglio.
L'intesa prevede aiuti finanziari a fondo perso, precisa l'esecutivo in una nota odierna. Kiev potrà definire un elenco di beni e servizi che la Svizzera acquisterà poi da aziende elvetiche in conformità con la legislazione sugli appalti, ma escludendo i fornitori stranieri.
L'accordo consentirà di sfruttare maggiormente le competenze e le innovazioni della Svizzera e di mobilitare investimenti privati, prosegue il governo, aggiungendo che il coinvolgimento del settore privato elvetico è una delle priorità del Programma nazionale per l'Ucraina 2025-2028.
La maggior parte dei partecipanti alla consultazione ha espresso parere favorevole, in particolare i Cantoni e le associazioni di categoria. Le organizzazioni per lo sviluppo temono invece un ritorno al cosiddetto aiuto vincolato nella cooperazione internazionale, conclude il Consiglio federale.