Il referendum lanciato dai Giovani Verdi, e sostenuto da un'ampia alleanza, contro la modifica della legge sul servizio civile è formalmente riuscito. Delle 57'813 firme consegnate il 15 gennaio scorso, quelle convalidate dalla Cancelleria federale sono 57'280, ben oltre la soglia delle 50 mila adesioni necessarie.
I promotori del referendum chiedono che il servizio civile venga mantenuto in futuro come servizio essenziale per la società. Secondo questa alleanza, l'inasprimento della legge votata dal Parlamento limita del 40% l'accesso al servizio civile, riducendo il numero di civilisti da 6800 a 4000 all'anno, al fine di rafforzare gli effettivi dell'esercito.
L'alleanza all'origine del referendum teme inoltre che l'inasprimento delle condizioni di accesso non sia che il primo passo verso lo svuotamento progressivo del servizio civile, fino alla sua soppressione.
Il parlamento ha deciso nel settembre scorso di rendere più difficile l'accesso al servizio civile per ovviare alla carenza di soldati nell'esercito. Nel suo messaggio, il Consiglio federale giudica infatti problematico il numero di domande per il servizio civile - il cui livello rimane elevato, 6'754 nel 2023 contro le 6'088 del 2019 - presentate da militari che hanno già completato la scuola reclute, da specialisti e da quadri dell'esercito.
Per porre un argine a questa emorragia, l'esecutivo ha partorito una legge che limita le domande d'ammissione che sono essenzialmente motivate da ragioni diverse dal conflitto di coscienza (che verrà sempre riconosciuto).
La nuova legge sul servizio civile introduce sei misure. In primo luogo, chi sceglie di svolgere il servizio civile dovrà impegnarsi per un minimo di 150 giorni. Inoltre, il calcolo dei giorni ancora da prestare sarà effettuato applicando un fattore correttivo di 1,5 anche per i sottufficiali e gli ufficiali.
Un'ulteriore misura riguarda i medici, che non potranno essere impiegati nel loro settore specialistico all'interno del servizio civile. La legge stabilisce anche che i membri dell'esercito che hanno già assolto tutti i giorni di servizio obbligatorio non potranno accedere al servizio civile: una norma pensata per impedire l'elusione del tiro obbligatorio.
A partire dall'ammissione, i civilisti saranno inoltre tenuti a prestare almeno un impiego all'anno. Infine, chi presenta domanda durante la scuola reclute dovrà svolgere l'impiego di lunga durata entro l'anno civile successivo.