Svizzera

Rogo di Crans-Montana, Jacques Moretti punta il dito contro clienti e dipendenti

Il proprietario del Constellation: ‘Le norme di sicurezza servono. Al bar tutto era rispettato. L'uscita di sicurezza è sempre stata aperta’

Jacques Moretti
(Keystone)
26 gennaio 2026
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"Le norme di sicurezza servono. Al Constellation tutto era rispettato. L'uscita di sicurezza è sempre stata aperta. Gli estintori c'erano. I pannelli sono stati installati da professionisti. Intendo i pannelli segnaletici". È la versione di Jacques Moretti, proprietario del Constellation, sostenuta nel lungo interrogatorio di martedì scorso davanti alla vice procuratrice generale del Canton Vallese Catherine Seppey e a venticinque avvocati delle famiglie delle vittime del rogo di Capodanno dove sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite. Ma in quella notte di Capodanno molte cose non hanno funzionato. Partendo dalle uscite di sicurezza. Quella al piano terreno era bloccata con chiavistello e ha impedito la fuga dei clienti. Ma Moretti accusa un dipendente di averla chiusa: "Dopo il dramma, – spiega, secondo il verbale dell'interrogatorio – si è saputo che un dipendente del Vieux Chalet avrebbe portato dei cubetti di ghiaccio al Constellation e, senza capire perché, ha chiuso il chiavistello che c'era in cima alla porta. Ho saputo che era stato lui qualche giorno dopo il dramma". In realtà Moretti ha sempre sostenuto che quella non fosse un'uscita di ‘sicurezza‘ ma di ‘servizio‘. Durante l'interrogatorio spunta un documento che certifica: "uscita di sicurezza". "Sono sorpreso, – ha detto Moretti – non avevo preso visione di questo documento". C’è un'altra porta sbarrata, al piano terreno, bloccata da uno sgabello: "L'avrà messo un cliente", ribatte ancora, a questo punto imbarazzato.

Poi la schiuma fonoassorbente che ha preso fuoco, innescato da una candela pirotecnica su una bottiglia di champagne. "Quando ho acquistato la schiuma e la colla da Hornbach, ho precisato che intendevo utilizzarle per un caffè-bar. Non ricordo di aver specificato che il bar si trovasse al seminterrato. Per l'acquisto della schiuma, il criterio principale era davvero quello di avere una schiuma acustica per evitare le vibrazioni nell'edificio", spiega. Alla domanda se le spugne fossero state sporcate, l'imprenditore risponde: "È possibile che vi sia stato spruzzato sopra dell'alcol. La gente faceva festa, quindi è inevitabilmente possibile che la schiuma fosse imbevuta di alcol o polvere. Non lo so".

Agli inquirenti Moretti illustra come funzionava quel particolare modo di servire ai clienti lo champagne con le candele. E parla della ragazza, morta nel rogo, che inconsapevolmente ha acceso il fuoco avvicinandosi troppo al soffitto: "Sì, avevo già visto Cyane salire sulle spalle di uno dei suoi colleghi per portare le bottiglie sormontate da fontane luminose. Per rispondervi, non le ho proibito di farlo. Non l'ho richiamata all'osservanza delle norme di sicurezza. Non vedevamo il pericolo. Cyane amava farlo, era uno spettacolo, e lei amava dare tutta se stessa nello spettacolo".