La commissione energia del Consiglio nazionale approva la proroga con il voto decisivo del presidente Paganini per definire regole su liquidità e fondi propri
Le basi giuridiche per gli aiuti finanziari alle aziende elettriche di importanza sistemica dovrebbero rimanere in vigore oltre il 2026. È quanto pensa, anche se con forti resistenze, la Commissione dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N).
Con 12 voti a 12 e con il voto decisivo del presidente della commissione Nicolò Paganini (Centro/SG), la CAPTE-N ha accolto il progetto di legge per la proroga del cosiddetto piano di salvataggio, indica una nota odierna dei servizi parlamentari.
Secondo le norme attuali, il piano di salvataggio è valido fino a fine anno. Il Consiglio federale chiede al Parlamento una proroga fino al 2031, come soluzione transitoria. Le sue proposte di norme più severe in materia di liquidità e fondi propri sono state infatti oggetto di dure critiche durante la procedura di consultazione.
Con la proroga del piano di salvataggio fino al 2031, il governo intende guadagnare tempo per trovare regole che possano ottenere un consenso. Anche per la maggioranza della commissione non è accettabile lasciare scadere le basi del piano di salvataggio senza sostituirlo.
La maggioranza ha fatto notare che il fallimento di aziende di importanza sistemica avrebbe conseguenze imprevedibili per l'approvvigionamento elettrico. Gli effetti sull'economia e sulla società sarebbero gravi. Per controllare questi rischi, è fondamentale che i requisiti per le aziende siano sanciti dalla legge.
La minoranza, invece, ritiene che le aziende elettriche e i loro proprietari abbiano avuto tempo a sufficienza per prendere provvedimenti in caso di crisi. Il piano di salvataggio risale al 2022, quando il Consiglio federale aveva concesso al gruppo Axpo una linea di credito di emergenza - mai utilizzata e revocata l'anno seguente - pari a 4 miliardi di franchi.
Per la minoranza, un intervento urgente da parte della Confederazione si giustificava all'epoca. Nel frattempo, però, la situazione è cambiata.