Svizzera

VD: Valérie Dittli duramente criticata in Gran consiglio

20 gennaio 2026
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La consigliera di Stato vodese Valérie Dittli (Centro), ex responsabile del Dipartimento delle finanze, è stata duramente criticata oggi dal Gran Consiglio, a una settimana dalla pubblicazione di un rapporto che denunciava molteplici malfunzionamenti all'interno dell'amministrazione fiscale cantonale. La 33enne ha espresso il proprio rammarico, ma la mancanza di risposte concrete ha irritato i deputati.

Il sentimento generale è stato riassunto dal deputato Jean-Daniel Carrard (PLR) nell'ultimo intervento della giornata: "passiamo la giornata a cercare di capire e otteniamo risposte che non sono tali. Si gira intorno alla questione e veniamo presi per stupidi", ha dichiarato il granconsigliere.

Molte delle domande vertevano sui mandati esterni concessi dalla Dittli, potenzialmente problematici in termini di conflitto d'interesse, in particolare quelli attribuiti all'ex presidente della Commissione fondiaria rurale 1 poco dopo il ritiro di una denuncia contro la consigliera di Stato.

La Dittli non ha dato seguito alla domanda se questi mandati sono stati concessi in cambio della revoca della querela, affermando che "riservava" le sue risposte all'inchiesta condotta dall'ex presidente del Tribunale cantonale Jean-François Meylan, incaricato dal Consiglio di Stato di fare luce su "questo caso nel caso". Anche altre domande sorte in seguito al rapporto della Delegazione delle commissioni di sorveglianza sono rimaste senza una risposta precisa, cosa che ha irritato i deputati.

I membri del Gran consiglio si sono pure indignati per gli elementi contenuti nel rapporto: sono stati evocati soprattutto la gestione "inadeguata" della Dittli, "la sofferenza" che ha causato tra i suoi collaboratori, "l'illegalità" di alcune scelte o ancora la sua gestione "carente" dei conflitti d'interesse. Si sono susseguiti interventi per sottolineare quanto fossero "numerose" e "inaccettabili" le mancanze della consigliera di Stato.

C'è chi si è limitato a chiedere una "riflessione profonda" mentre altri hanno chiesto le dimissioni della 33enne. Alcuni deputati hanno aggiunto che l'intero governo cantonale aveva "una parte di responsabilità" fin dal suo insediamento nel 2022, quando aveva affidato un dipartimento "complesso" come quello delle finanze a una novizia in politica.

Attaccata da tutte le parti, la Dittli ha preso la parola per esprimere il suo "rammarico" e dire che era "sinceramente dispiaciuta" di aver causato "situazioni difficili" ad alcuni collaboratori. "Non ho mai voluto ferire o offendere nessuno", ha sottolineato.

Riconoscendo la sua mancanza di esperienza all'inizio del mandato, ha ammesso di aver fatto "scelte inappropriate"; tuttavia, a suo avviso, ha saputo "trarre gli insegnamenti" necessari. La consigliera di Stato ha anche promesso "totale trasparenza", cosa che ha suscitato perplessità tra i deputati le cui domande sono rimaste senza risposta.