Incontro al WEF di Davos con il vicepremier cinese He Lifeng per discutere di commercio e relazioni bilaterali.
Il presidente della Confederazione Svizzera, Guy Parmelin, ha incontrato il vicepremier cinese He Lifeng al Forum economico mondiale (WEF) di Davos. Durante l'incontro, Parmelin ha sottolineato l'importanza di mantenere e rafforzare le relazioni con la Cina, un partner commerciale chiave per la Svizzera. Il ministro elvetico ha anche discusso di questioni commerciali con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Parmelin ha descritto l'incontro con la delegazione cinese come "uno scambio importante", condividendo su X alcune foto del colloquio. He Lifeng, noto come lo "zar economico" della Cina, è una figura centrale nel governo cinese e il principale negoziatore per il commercio estero.
In un discorso tenuto venerdì scorso, Parmelin aveva già evidenziato la necessità di ottimizzare l'accordo commerciale esistente con Pechino, auspicando che i negoziati possano concludersi entro l'anno, permettendo la firma di un nuovo accordo di libero scambio.
Durante il suo intervento a Davos, He Lifeng ha difeso il libero scambio e la globalizzazione, criticando i dazi e le guerre commerciali. Ha affermato che tali misure non producono vincitori e ha elogiato i benefici del libero commercio, avvertendo che il sistema commerciale globale sta affrontando una delle sue sfide più grandi degli ultimi anni.
He Lifeng ha anche respinto le critiche sul surplus commerciale cinese, dichiarando che la Cina vuole essere non solo "la fabbrica del mondo", ma anche "il mercato del mondo". Ha sottolineato che la Cina intende offrire un trattamento equo alle imprese straniere e spingere verso un'economia più orientata ai servizi.
Parmelin ha inoltre avuto un "buon colloquio" con Ursula von der Leyen, chiedendo che la Svizzera sia trattata come gli Stati dello Spazio economico europeo riguardo alle misure di salvaguardia sui prodotti siderurgici. Le discussioni hanno toccato anche il processo di ratifica degli accordi bilaterali tra Svizzera e UE, previsti per la firma in primavera a Bruxelles.
Infine, è stato discusso il Meccanismo di Protezione Civile dell'UE, attivato dopo la tragedia di Capodanno a Crans-Montana, che ha permesso a diversi Stati membri di offrire aiuto alla Svizzera.