La trasformazione del sistema di approvvigionamento energetico va troppo a rilento. È quanto emerge dal settimo rapporto di monitoraggio pubblicato dall'Ufficio federale dell'energia (UFE), secondo il quale per raggiungere entro il 2035 l'obiettivo fissato nella legge federale il potenziamento delle energie rinnovabili dovrebbe procedere a un ritmo doppio rispetto a oggi.
Nel 2024 la produzione elettrica da fonti rinnovabili (senza l'energia idroelettrica) era pari a 8301 gigawattora (GWh), ovvero il 10,9% della produzione elettrica netta totale. Ora la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili stabilisce un nuovo valore obiettivo pari a 35'000 GWh entro il 2035. Per raggiungerlo, è necessario un aumento medio annuo di circa 2400 GWh.
Per quanto riguarda la produzione idroelettrica, per poter raggiungere l'obiettivo fissato di 37'900 GWh, occorre un incremento medio annuo di 90 GWh, indica la nota. Quanto al consumo pro capite - sempre per restare in linea con gli obiettivi - esso dovrà diminuire del 2,2% all'anno. A titolo di paragone, negli ultimi dieci anni la riduzione media è stata di circa l'1,9% all'anno.
La legge federale relativa a un approvvigionamento elettrico sicuro basato sulle energie rinnovabili, entrata in vigore il primo gennaio 2025, prevede obiettivi più rigorosi in materia di produzione nazionale e il consumo. La produzione di energia in inverno assume un ruolo di primo piano nel garantire fornitore tutto l'anno.