Mozione approvata 22-20, il dossier torna al Consiglio nazionale; maggioranza chiede mandati negoziali e garantire la neutralità
La Svizzera dovrebbe avviare colloqui in vista di negoziati per un accordo di partenariato nell’ambito della sicurezza e della difesa non solo con l’UE, come auspicato dal Consiglio nazionale, ma anche con la NATO. È quanto chiede una mozione approvata oggi (22 voti a 20) dal Consiglio degli Stati. Il dossier ritorna alla Camera del popolo.
Sulla base del risultato di questi primi contatti, il Consiglio federale — stando alla maggioranza del plenum — dovrà poi elaborare i corrispondenti mandati negoziali e sottoporli alle commissioni della politica di sicurezza e della politica estera.
Secondo la maggioranza, la neutralità deve essere senz'altro tutelata, ma ciò vale soltanto sino al momento in cui il nostro Paese debba difendersi. Secondo Daniel Jositsch (PS/ZH), i contatti con la NATO non violano la neutralità.
Una minoranza crede invece sia più urgente elaborare una strategia propria in materia di politica di sicurezza, prima di avviare colloqui con l’UE e la NATO nel settore della sicurezza. Per questo ha proposto, invano, di respingere la mozione.
Il Nazionale dovrà riprendere in mano questo dossier, decidendo se intende estendere il mandato governativo anche all'Alleanza Atlantica. Secondo una minoranza favorevole alla versione originaria della mozione, la decisione di voler estendere il mandato alla NATO farà naufragare l'intero progetto.