Circa 400 delegati provenienti da regioni, settori e gruppi d'interesse differenti si riuniranno da domani a sabato a Briga (VS) per il quinto congresso del sindacato Unia e festeggiarne i vent'anni di esistenza. Dovranno inoltre stabilire la strategia per i prossimi quattro anni.
Unia difende gli interessi dei dipendenti nell'economia privata, in particolari nei settori edilizia, arti e mestieri, industria e servizi, negozia contratti collettivi di lavoro e offre protezione giuridica ai suoi oltre 170'000 affiliati.
Lo slogan del congresso quadriennale recita "20 anni di forza - insieme per la giustizia sociale". È l'occasione per ricordare la fondazione del più grande sindacato svizzero, approvata in occasione del congresso di ottobre 2004, attraverso la fusione del Sindacato edilizia e industria (SEI), del Sindacato dell'industria, della costruzione e dei servizi (FLMO), della Federazione svizzera dei lavoratori del commercio, dei trasporti e dell'alimentazione (FCTA) e della piccola Unia, allora sindacato del settore terziario.
"Quella fu una prova con l'obiettivo di rinforzare la costruzione sindacale nel settore dei servizi privati, prima della grande fusione del 2005", aveva dichiarato lo scorso mese di gennaio Catherine Laubscher, all'epoca segretaria centrale di Unia, su "Evénement Syndical", bimensile francofono del sindacato.
"C'erano delle reticenze verso l'unione, in particolare da parte di SEI e FLMO che avevano delle storie sindacali piuttosto diverse. Ma una volta che la fusione andò in porto il fuoco si è acceso sorprendentemente in fretta", aveva aggiunto.
L'origine della storia sindacale svizzera risale agli anni Trenta del diciannovesimo secolo ed è una lunga storia di fusioni per farsi sempre più forti, come ricorda nella stessa pubblicazione Jacques Robert, ex vicepresidente nazionale del SEI.
A cavallo tra il XIX e il XX secolo esistevano non meno di sei sindacati nella sola industria orologiera, spiega Jean-Claude Rennwald, già membro del comitato direttivo della FLMO e vice presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS).
La fondazione di Unia, avvenuta nel 1996 otto anni dopo la germogliazione dell'idea, perseguiva un obiettivo di efficacia. Ma allo stesso tempo era legata alla trasformazione dell'economia dal secondario al terziario.
Il SEI e la FLMO, sottolinea Robert, erano principalmente attivi nel settore industriale, per cui c'era necessità di un'organizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici rivolta al settore dei servizi, nel quale il tasso di sindacalizzazione era ancora basso. Da lì nacque la piccola Unia. Si trattava di far fronte all'offensiva neoliberale e alla degradazione mirata e in corso delle condizioni di lavoro, attraverso un riequilibrio delle forze e un aumento della capacità di lottare.
Un ruolo l'ha avuto anche il fatto che i lavoratori non seguivano più una carriera professionale lineare, ma cambiavano sempre più spesso mestiere e settore d'attività nel corso della propria vita. Per Laubscher "ciò ha evidenziato il bisogno di un sindacato interprofessionale che garantisse la continuità d'appartenenza".
Secondo Rennwald ancora oggi "si ragiona troppo per compartimenti stagni". L'ex consigliere nazionale socialista giurassiano caldeggia in particolare un avvicinamento ai sindacati europei, "in quanto siamo confrontati con le loro stesse problematiche, quali il dumping sociale".
Magari la proposta verrà discussa al congresso di Briga. Certamente però ci sarà spazio per tracciare un bilancio degli ultimi quattro anni, delineare la strategia sindacale per il quadriennio a venire e persino le prospettive 2045. Verranno pure eletti i membri del comitato direttivo nazionale, presidente e vice, nonché i membri del comitato centrale.
Domani, come si legge nel programma visibile sul sito di Unia, il congresso sarà aperto da un'azione collettiva nel centro della città vallesana e dai discorsi del presidente dell'USS Pierre-Yves Maillard e della consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider. Sabato i delegati saranno infine chiamati a esprimersi su delle risoluzioni e su altre prese di posizione.