Svizzera

Svizzera sceglie radar italiano per difesa aerea

Leonardo fornirà il sistema TMMR per migliorare la sorveglianza dello spazio aereo inferiore.

20 ottobre 2025
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La Svizzera ha deciso di potenziare la sua difesa aerea con l'acquisto di nuovi radar parzialmente mobili a corta gittata, affidando la commessa al produttore italiano Leonardo. Il sistema scelto, il TMMR (Tactical Multi Mission Radar), è destinato a migliorare la sorveglianza dello spazio aereo inferiore, colmando le lacune che si apriranno con la dismissione del radar tattico d'aviazione (TAFLIR) prevista per il 2030.

Secondo l'Ufficio federale dell'armamento (armasuisse), i nuovi sensori rafforzeranno la rete di difesa aerea integrata, grazie alla loro capacità di essere rapidamente posizionati e di rilevare, classificare e tracciare bersagli nello spazio aereo inferiore e intermedio. Il sistema è anche in grado di identificare i bersagli attraverso il riconoscimento amico-nemico. Il costo stimato per l'acquisto si aggira intorno agli otto milioni di franchi.

La selezione del sistema radar è avvenuta tramite una procedura di invito a dicembre 2024, che ha coinvolto sette produttori. Delle quattro offerte ricevute, quella di Leonardo è risultata la più vantaggiosa dal punto di vista economico per la Svizzera. Leonardo, una delle maggiori aziende europee nel settore della difesa, ha come principale azionista lo Stato italiano, che detiene circa il 30% delle azioni.

L'acquisizione del sistema TMMR è in linea con la strategia del Consiglio federale svizzero in materia di politica d'armamento, approvata il 20 giugno scorso. Questa strategia prevede che il 30% degli acquisti di Berna avvenga nei Paesi limitrofi e in altre nazioni europee, per favorire la compatibilità dei sistemi e la partecipazione a piani di difesa reciproca in caso di conflitto.

L'acquisto dei radar avverrà gradualmente, iniziando con un singolo sistema per sviluppare le capacità operative. Se il sistema si dimostrerà efficace, ne seguiranno ulteriori integrazioni, con l'obiettivo di raggiungere la piena operatività entro il 2028, come previsto nel messaggio sull'esercito.